di Camillo Langone
La cattedrale di Noto può fare la fine di Santa Sofia
Quando il vescovo Staglianò continua a definire la Sicilia "terra dell'accoglienza" non si rende conto del messaggio antievangelico
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31 AUG 20

Dettaglio di un affresco all'interno della Cattedrale di Noto (foto Unsplash)
"La croce non sia ridotta a oggetto scaramantico o monile ornamentale”, dice Papa Francesco. Dev’essere proprio la riduzione avvenuta nella parrocchia di Lampedusa, la cui Casa della Fraternità ospita e ha ospitato non so quante migliaia di maomettani e dalla quale non è mai giunta la notizia di una sola conversione a Cristo. Caso simile è quello del vescovo Staglianò, “delegato della Conferenza episcopale siciliana per le migrazioni”, che esibisce una bella croce pettorale e che tuttavia continua a definire la Sicilia “terra dell’accoglienza”. Confessandosi antievangelico, siccome l’evangelista Giovanni ha scritto: “Se qualcuno viene a voi e non porta l’insegnamento di Cristo, non ricevetelo in casa”. E candidando la sua cattedrale di Noto a fare, accogli oggi e accogli domani, la fine di Santa Sofia.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).