di Camillo Langone
Non fatevi rovinare le vacanze dalla raccolta differenziata
Molti comuni obbligano i villeggianti a diventare netturbini non retribuiti. Meglio andare in quelli amministrati da sindaci che cercano di risolvere il problema rifiuti da soli
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26 JUL 17
Ultimo aggiornamento: 07:29 AM | 24 AUG 20

Se andate al mare, andateci in vacanza e non per lavorare gratis nel comparto rifiuti urbani. Innumerevoli comuni costieri (il Corriere segnala Lerici, Riccione, Porto San Giorgio, Favignana, Olbia, io aggiungo Rimini, Pietrasanta, Giulianova, e potrei proseguire) obbligano i villeggianti che affittano appartamenti a diventare netturbini non retribuiti, a gestire piccole puzzolenti discariche domestiche, a rispettare complicati calendari e orari della raccolta differenziata porta a porta. Se siete masochisti come non detto, le località succitate sono perfette per voi (più che perfetta è Pietrasanta dove per chi sgarra ci sono pesanti sanzioni economiche e forse pure umilianti punizioni corporali). Ma se invece godete in modo meno complicato state alla larga dai sindaci che il problema rifiuti lo scaricano addosso agli altri e scegliete i comuni amministrati da sindaci che il problema rifiuti cercano di risolverlo loro. Andate a Marina di Ravenna, a Milano Marittima, a Lido di Jesolo, dove nessuno vi butterà giù dal letto all’alba per esporre il bidoncino dell’organico, rovinandovi le ferie con la scusa di salvare il mondo.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
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