di Camillo Langone
Perché molti cuochi italiani ci vogliono morti?
Cosa dicono dell'Italia e della cucina italiana i commenti sotto la foto dell’orsa abbattuta pubblicata dallo chef Floriano Pellegrino
di
13 AUG 17
Ultimo aggiornamento: 12:20 AM | 20 AUG 20

“Ugo Rossi vergogna d’Italia” scrive su Facebook il migliore (così mi dicono) dei nostri giovani cuochi, Floriano Pellegrino del ristorante Bros di Lecce. E sotto c’è la foto dell’orsa abbattuta grazie a un amministratore, appunto Rossi, presidente della provincia di Trento, che si è preso una responsabilità prima che il plantigrado impazzito, solito ad aggredire montanari, si mettesse a mangiare turisti. Rischiando la gogna social dei cuochi anglofoni che vivono in comuni di mare e gli orsi li hanno visti nei cartoni animati. Fosse solo questo, sarebbe un caso personale. Ma sotto un altro post del cuoco leccese, stesso argomento e commento ancora più eccitato (“Più animali meno umani!!”), vedo i mipiace di tantissimi altri cuochi, giovani e non giovani, pugliesi e non pugliesi, qualcuno forse anche non tatuato, qualcuno forse anche capace di fare cucina raffinata senza zenzero. Eppure tutti compattamente antropofobi. Dunque è un fenomeno generale: molti cuochi italiani ci vogliono morti. C’erano una volta i camerieri che sputavano nel piatto prima di servirlo all’avventore antipatico, adesso ci sono i cuochi che odiano la clientela al punto da auspicarne pubblicamente l’estinzione. Prima di prenotare un ristorante, osservate il profilo Facebook del cuoco: se è un nemico della nostra specie, si tradirà.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
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