di Adriano Sofri
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Gli spari dell'Idf e l'entusiasmo di Hamas
Ormai sembra puro masochismo che l'esercito israeliano rincari la dose, ma è successo di nuovo: vicino a un punto di distribuzione degli aiuti, i soldati hanno aperto il fuoco, uccidendo più di 30 palestinesi e ferendone 90. Netanyahu tira dritto e i capibanda di Hamas non possono che godere
di
3 JUN 25
Ultimo aggiornamento: 02:24 PM

foto LaPresse
Travolti gli argini che ancora ostacolavano la condanna del governo israeliano, sembra puro masochismo che l’esercito israeliano rincari la dose, com’è successo di nuovo. Aprendo il fuoco a Rafah, vicino a un punto di distribuzione degli aiuti, uccidendo “più di 30 palestinesi” e ferendone “una novantina”. A differenza che per l’episodio simile della domenica precedente (31 morti, 200 feriti) in cui la responsabilità della sparatoria si era rinfacciata fra l’IDF e Hamas, ora l’IDF l’ha riconosciuta, dichiarando di aver mirato a colpire “persone sospette”, e allegando la derisoria conclusione di prammatica sull’apertura di un’inchiesta.
Le Nazioni Unite hanno subito condannato l’azione come crimine di guerra. Il governo di Netanyahu e dei suoi alleati fascisti bigotti e razzisti intende dunque tirare dritto e sfidare il resto del mondo. Il proposito non può che entusiasmare i capibanda di Hamas, per i quali ogni notizia di strage, distruzione, affamamento della popolazione palestinese è un progresso nel compiaciuto martirologio e nello scandalo del mondo contro Israele. Una simile combutta di nemici giurati è forse il più rivelatore segno del tempo.
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