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di Annalena Benini

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lettere rubate

Alzare gli occhi al cielo e poi abbassarli per leggere questo libro: fuori le palle

Leggere il nuovo libro della giornalista Victoire Tuaillon (nato da un podcast) per cominciare a capire di che cosa si parla quando si parla di dominazione maschile
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25 NOV 23
Immagine di Alzare gli occhi al cielo e poi abbassarli per leggere questo libro: fuori le palle
Crescere in un mondo di uomini vuol dire vivere in una realtà dove quasi tutto quello che ci circonda è stato concepito per loro. Dalle automobili alle medicine, dall’architettura degli edifici pubblici alla grandezza degli schermi dei telefoni, agli orari dei trasporti: il mondo in cui viviamo è stato costruito seguendo criteri fintamente neutri e universali, che in realtà sono maschili.
Victoire Tuaillon, “Fuori le palle - Privilegi e trappole della mascolinità” (add editore, 286 pp.)
Questo libro nasce da un podcast francese, il cui vero titolo è Les couilles sur la table, dove la giornalista Victoire Tuaillon per quaranta minuti parla con specialisti e specialiste che studiano un aspetto particolare legato alla mascolinità. Accademici, artisti, scrittori, ricercatori. La mascolinità riguarda ogni aspetto della vita di tutti, uomini e donne, attraverso stereotipi, difficoltà, relazioni e purtroppo violenze. Violenze di genere, sperando che nessuno alzi gli occhi al cielo. Se lo fate, però, è già una risposta. Alzate gli occhi al cielo e leggete questo libro, per cominciare a capire di che cosa si parla quando si parla di dominazione maschile. E di spogliatoio maschile. E’ difficile esprimere la complessità delle vite degli uomini nella nostra società, ma di certo è una complessità che ha a che fare con il potere e con una gerarchia: una gerarchia tra gli uomini e le donne, ovviamente, ma anche tra gli uomini.
“L’umanità è maschile e l’uomo definisce la donna non in quanto tale ma in relazione a sé stesso; non è considerata un essere autonomo. Egli è il Soggetto, l’Assoluto: lei è l’Altro”, scrive Simone de Beauvoir nel “Secondo sesso”. E in effetti, perfino le automobili sono testate su un corpo maschile, e i manichini usati per i crash test sono maschi, nel senso che sono alti e pesano quanto un uomo medio, mai quanto una donna media. Lo standard, anche nella costruzione dei telefoni cellulari, è l’uomo: le donne sono una variazione. E la cintura di sicurezza è pensata per un corpo privo di seno.
Farebbe perfino ridere, certo non oggi, oggi niente è più divertente: perché la violenza non spunta fuori dal nulla, ed è la mascolinità come costruzione, privilegio e sfruttamento a renderla possibile. Secondo questo saggio, ma anche secondo le evidenze della vita e della storia. Serve un lavoro di introspezione, di uomini e donne insieme, serve interrogarsi continuamente sui comportamenti e sulle condizioni materiali e psicologiche che orientano il nostro desiderio. Serve però più di tutto che gli uomini ascoltino: senza arrabbiarsi, senza interrompere, senza fare lezioni, senza dire: che palle.

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Annalena Benini, nata a Ferrara nel 1975, vive a Roma. Giornalista e scrittrice, è al Foglio dal 2001 e scrive di cultura, persone, storie. Dirige Review, la rivista mensile del Foglio. La rubrica di libri Lettere rubate esce ogni sabato, l’inserto Il Figlio esce ogni venerdì ed è anche un podcast. Ha scritto e condotto il programma tivù “Romanzo italiano” per Rai3. Il suo ultimo libro è “I racconti delle donne”. E’ sposata e ha due figli.