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Cosa dicono i film horror di oggi, tipo Obsession, delle paure di questi anni
Nel cinema dell'orrore per le nuove generazioni vengono meno le consuete promiscuità e curiosità adolescenziali: il vero spavento si annida nell'insicurezza del protagonista
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I protagonisti della pellicola Inde Navarrette e Michael Johnston prima di una proiezione speciale a Los Angeles (Foto Getty)
L’altra sera ho visto Obsession – il film horror che insieme a Backrooms tiene banco in queste settimane – e ho pensato: quasi quasi tiro fuori dalla scatola il mio kit del Piccolo Lacaniano e faccio la figura di quello studiato. Nella storia del ragazzo impacciato che esprime il desiderio di essere desiderato dalla collega carina e, una volta esaudito, ne sconta le terrificanti conseguenze puoi trovarci volendo tutto l’armamentario del maestro: dal desiderio dell’Altro come fonte dell’angoscia all’esempio della mantide, dall’agalma alla palea. Poi però mi sono detto: ma chi voglio prendere in giro, il film l’ho trovato modesto e non mi ha nemmeno fatto paura, anzi ho riso sotto i baffi per metà proiezione davanti a certe scene di comicità involontaria. D’accordo, Obsession non ha di mira quelli come me – il promettente regista ha grosso modo l’età di Edoardo Prati, io sono brizzolato come Minuz & Masneri – e quando ero adolescente mi spaventavo con altri film, con gli slasher come Venerdì 13.
E il punto è proprio questo.
Negli slasher, un maniaco onnipresente e guardone uccideva coppie di teenager mentre facevano l’amore: era lì, nelle prime esperienze sessuali, il terreno del perturbante, il groviglio di angosce e sensi di colpa. In Obsession, al contrario, il sesso vero e proprio è del tutto marginale. A concentrare i terrori è la fase preliminarissima che in un vecchio slasher avrebbe dato spunto tutt’al più a un intermezzo leggero tra due omicidi truculenti: quella in cui un ragazzino insicuro cerca di scoprire se piace o meno alla cheerleader, magari usando come mezzano un amico comune. In altre parole – la butto lì come congettura – oggi ad angosciare è la possibilità stessa di un incontro tra desideri, è tutto ciò che si allontana anche solo di qualche passo dal cerchio rassicurante dei convenevoli. L’Altro è un mostro che comincia a far paura da molto, molto lontano. Stanno davvero così le cose? Questo pensiero è l’unico brivido che mi ha dato il film.