di Guido Vitiello
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Alla ricerca di qualche persona sensata in un mondo di freak
Dopo qualsiasi evento solenne, tragico o serio ci fiondiamo sui social network per sparare giudizi abominevoli, accostamenti demenziali e congetture paranoidi. I commenti all'attentato di Modena sono solo l'ultimo caso
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20 MAY 26

Una scena di The Social Network, film del 2010 diretto da David Fincher, incentrato sui fondatori di Facebook e sul fenomeno pop che la piattaforma ha creato
Ho la prova che quegli sfaccendati dell’American Psychiatric Association si ostinano a non leggere il Bi e il Ba (e se mai lo leggeranno, questa prima frase gli sarà sufficiente a diagnosticarmi un disturbo narcisistico di personalità grande quanto una casa). In breve, nel 2015 avevo proposto di inserire nelle future edizioni del Dsm, il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, una patologia da me battezzata Freak fetish disorder (Ffd). La definivo all’incirca così: è quella compulsione che fa sì che dopo qualunque evento tragico, solenne o anche semplicemente serio ci precipitiamo sui social network a fare il safari dei mattoidi italiani. Ci crogioliamo morbosamente tra giudizi abominevoli, accostamenti demenziali, congetture paranoidi, proprio come un tempo si andava per fiere a vedere la donna barbuta o l’uomo elefante. Poi, se proprio resta tempo, diamo un’occhiata distratta al New York Times.
Ebbene, prendo atto che la revisione del Dsm del 2023 ancora non include questa fondamentale categoria diagnostica. Forse è troppo tardi per farlo, perché nei dieci anni seguiti alla mia scoperta il contesto è cambiato, e con esso la forma della nostra patologia: può sopravvivere il voyeurismo in una società di nudisti? Ormai i freak li trovi anche sulle colonne del New York Times, e in Italia hanno smesso di vivere nelle riserve: dilagano ovunque. Non puoi più fare il safari tra i mattoidi eminenti, semmai devi impegnarti in faticose spedizioni di paleontologia nella speranza di trovare qualche mammifero raziocinante, qualche primate alfabetizzato che sopravvive nel nostro habitat. L’ho capito una volta per tutte scorrendo su X i commenti di politici e giornalisti all’attentato di Modena, ma la pandemia era stata un bel banco di prova, e la guerra in Ucraina il punto di non ritorno. Morale della favola: nel 2015 andavo a caccia di freak tra le persone sensate; nel 2026, come un Diogene con il lanternino, cerco una persona sensata in mezzo ai mattoidi. E magari fosse solo un articolo umoristico.
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