Siamo tutti un po' stanchini

Dopo il circo mediatico-giudiziario sul povero Sempio, pensavo che ci saremmo accaniti sul caso della scomparsa di Sonia Bottacchiari e i suoi due figli minorenni. Sorprendentemente, autorità e stampa ci stanno andando cauti

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14 MAY 26
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Foto Ansa

Ora che anche il povero Sempio s’è confessato “stanchino”, come Forrest Gump e persino come Beppe Grillo, possiamo prenderci pure noi una pausa da Garlasco. E volgere l’attenzione a un’altra vicenda di cronaca che eccita le fantasie, quella di Sonia Bottacchiari e i suoi due figli minorenni che erano scomparsi da settimane senza avvertire nemmeno il padre (separato ma vicino di casa). Fortunatamente in questo caso la vicenda non s’è tinta di orrore, li hanno trovati, con anche i quattro cani. “Stanno bene ma non vogliono essere rintracciati”, ha detto la procuratrice di Piacenza, e “qualora venisse scoperto il luogo dove si trova, la donna si renderebbe di nuovo irreperibile”. Di solito in casi come questi l’Italia scatena l’insopportabile metodo “Chi l’ha visto?”, il naso nei cazzi degli altri. Stavolta è tutto un ovattato “l’allontanamento dei ragazzi è da ritenersi allo stato consenziente”, in un “contesto di adeguate situazioni alloggiative”, un “preservare il benessere dei due minori”, “il contesto sociale e scolastico”. Poi c’è l’ipotesi di reato di “sottrazione consensuale di minorenni”, ma con calma. E’ positivo che in questo caso autorità e stampa ci vadano così cauti. Ci si chiede solo perché, per la famiglia del bosco, si sia dovuti arrivare a Simone Pillon