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Wednesday6 May 2026
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di Maurizio Crippa

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Contro Mastro Ciliegia

I troppi lupi di Michele Serra

Il suo cane è stato divorato dai cugini alla lontana e la vita di contadini e allevatori è diventata “una trincea tenace e avventurosa all’abbandono dell’Appennino”. Il comune di Sulmona, però, ribatte che gli esemplari “sono espressione della cultura di questa terra”

di
5 MAY 26
Immagine di I troppi lupi di Michele Serra

Foto Pixabay

“Chi ha un cane lo sa”, ha scritto Michele Serra nella sua newsletter per il Post. Io cani non ne ho, ma nemmeno sono così cinico da non capire quanto possa soffrire (“dolore fisico”) un umano per la perdita del suo cane. Mi dispiace. E non mi rallegra certo nemmeno, ma un po’ mi incuriosisce, la vicenda in sé e la morale che come un nuovo Fedro aggiornato Serra ne ha tratto. Storia selvaggia e straziante: il suo cane è stato sbranato da un branco di lupi vicino al suo eremo sull’Appennino piacentino. Ci sono i lupi in Val Tidone? Hai voglia. C’è tutta una cultura eco-frou frou che preferisce i lupi agli umani. Dopo un recente caso di avvelenamento di lupi in Abruzzo (guerra territoriale tra poveri), la procura di Sulmona ha proclamato che non darà scampo agli umani, perché i lupi “sono espressione della cultura di questa terra”. Il dolore ha fatto Serra più saggio: i lupi “sono un problema primario per chi vive in montagna e nella natura aperta”, contadini, allevatori e cittadini transfughi, “una trincea tenace e avventurosa all’abbandono dell’Appennino”. Dunque che fare? “Io quassù ci voglio vivere, assieme a cani e lupi”, dice, ma quanti lupi il territorio possa reggere “lo devono stabilire le autorità”. Non quelle di Sulmona, si spera per il suo prossimo cane.

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"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"