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di Maurizio Crippa

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Contro Mastro Ciliegia

Dal consueto menù mediatico è sparito il Concertone

Per una volta, l’egemonia culturale di Meloni sembra aver funzionato: è il 30 aprile, e il Concerto non se l’è filato manco Landini

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30 APR 26
Immagine di Dal consueto menù mediatico è sparito il Concertone

Foto LaPresse

Lo stretto di Hormuz, gli spari sul 25 Aprile, la grazia a Minetti, lo sforamento di Giorgetti, la Biennale dei russi, “arbitropoli” e altre fregnacce giudiziarie. Persino re Carlo che torna a riprendersi le Colonie che sono sue: altro che No Kings: se non era per noi parlavate ancora francese. Insomma tutto concorre a questo caos globale in cui non ci si raccapezza. Ma allo stesso tempo, come dice san Paolo ai Romani, “tutto concorre al bene”. E che lo dica proprio ai romani, significa che il dono della profezia non gli mancava. Dunque: avete notato la mancanza di qualcosa, nell’indigesta mappazza del menù mediatico di questi giorni? Certo che sì, è sparito il Concertone. Il pletorico baraccone che da anni e anni, ogni Primo Maggio, minaccia per tre settimane prima e mezza giornata dopo di far cadere i governi, guidare la rivoluzione, resuscitare i Litfiba (presenti, eh!) o altri arnesi arrugginiti della canzonetta italiana. Quest’anno niente. Il Concerone ci sarà, ovvio: presentano Arisa e BigMama, mamma mia. Ci saranno Geolier, Emma, Ermal Meta, Irama, Madame e pure Fulminacci. Ma per una volta, l’egemonia culturale di Giorgia sembra aver funzionato: è il 30 aprile, e il Concerto non se l’è filato manco Landini. 

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"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"

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