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di Maurizio Crippa

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Contro Mastro Ciliegia

Elefanti e cannibali

I duri commenti sulla morte di un appassionato di caccia: Ernie Dosio, 75enne imprenditore del vino californiano, schiacciato durante un safari in Gabon

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28 APR 26
Immagine di Elefanti e cannibali

Foto Pixabay

Non sapevamo nulla di Ernie Dosio, 75enne imprenditore del vino californiano, fin quando è morto schiacciato da un gruppo di elefanti durante un safari nel Gabon. Oltre che di Cabernet-Franc, Dosio era un appassionato di caccia grossa. E con la sua guida, un professionista, stava dando la caccia a un “duiker dal dorso giallo”, una specie di antilope (neanche della sua esistenza sapevamo nulla, of course). E avremmo continuato a non sapere nulla, di tutti e due, se non fosse che la morte accidentale del viticoltore travolto da un gruppo di elefanti irritati da un incontro ravvicinato non avesse scatenato altri tipi di scalmanati del safari. Però mediatico. Come Mario Tozzi, geologo attaccabrighe, che saputa la notizia non si è tenuto da una battutaccia di quelle che farebbero sembrare un genio anche un ungulato: “La caccia è una merda. Se la caccia è uno sport, questo qui ha perso”. Chissà se lo direbbe anche di Plinio il Vecchio, il vulcanologo per sport che si infilò nel Vesuvio a Pompei. Viva Roberto Burioni, gli ha risposto: “Scusa ma a ragionare così allora anche l’alpinismo sarebbe una merda, perché ogni tanto qualcuno ci lascia la pelle. Mi pare un atteggiamento più ideologico che science-based. Nulla di male, per carità”. Basta non spararla grossa.

"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"

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