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di Maurizio Crippa

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Contro Mastro Ciliegia

Il "quasi" attacco hacker agli Uffizi

Il Corriere titola sul cyber attacco ma la direzione del museo smentisce: “Non è stato compiuto nessun danno né effettuato alcun furto”

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4 APR 26
Immagine di Il "quasi" attacco hacker agli Uffizi

Foto LaPresse

Speriamo che le password del ministro Piantedosi siano più blindate di quelle degli Uffizi (sia detto così, senza malizia). Ieri il Corriere spara un missile balistico: “Attacco hacker, gli Uffizi si difendono”. Raccontano che il furto di dati sensibili è durato mesi, che hanno dovuto nascondere le opere di Pitti nei caveau. Coi tempi di reazione un drone ucraino arriva Matteo Renzi (non ce ne voglia, ma siamo sempre più convinti starebbe meglio alla Figc che a fare la guerra per procura del campo largo) e spara su Giuli: “Abbiamo gli hacker dentro gli Uffizi che minacciano il nostro patrimonio culturale e il ministro che fa? Alessandro Giuli se ne è accorto o è troppo impegnato a suonare il flauto in onore del dio Pan o a far polemiche con Buttafuoco?”. Ellamadonna, direbbero Cochi e Renato. Passano una manciata di mezz’ore, e arriva una puntuta precisazione dagli Uffizi.
Simone Verde non deve averla presa bene, diciamo. In sintesi: “Il pezzo è pieno di imprecisioni, errori ed informazioni infondate che si sarebbero potute evitare”, “non è stato compiuto nessun danno né effettuato alcun furto”. Verso sera il sito del Corriere Firenze pubblica un pezzo che è una specie di Caporetto: “La precisazione del museo”. Per il furto stile Louvre, vi aggiornermo. 

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"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"

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