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di Maurizio Crippa

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Contro mastro ciliegia

La storia di Giuseppina, pendolare da Napoli a Milano per 1.165 euro al mese

In un paese in cui lavorare a quaranta chilometri di distanza per molti è un’angheria, questa operatrice scolastica dimostra come si può andare in direzione ostinata e contraria
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18 JAN 23
Ultimo aggiornamento: 07:52 PM
Immagine di La storia di Giuseppina, pendolare da Napoli a Milano per 1.165 euro al mese

Foto Ansa

"Angiolina alle sei di mattina s’intreccia i capelli con foglie d’ortica” cantava De Andrè, gran poeta di tutti quelli che viaggiano in direzione ostinata e contraria. Ma Giuseppina ha poco tempo per intrecciarsi d’ortica i capelli e quanto alla direzione, più che contraria è un tantino insolita. Mentre per essere ostinata, accipicchia. Giuseppina Giuliano, 29 anni da Napoli, ha trovato un lavoro come operatrice scolastica, un tempo bidella e nel burocratese scolastico Personale Ata, in un liceo di Milano. Si alza ogni mattina alle 3 e mezza, perché ha deciso che quel lavoro da 1.165 euro al mese vale la pena farlo, ma vivere a Milano costa troppo anche fuori dalla Ztl a 30 all’ora. Così fa la pendolare: Italo alle 5.09 per Milano, lavoro 10.30-17 e via in Centrale per il treno di ritorno delle 18.20. Dice che così risparmia, affittare una stanza al nord le porterebbe via metà secca dello stipendio. Ora, 5 x 4 andata e ritorno al mese, a risparmiare proprio così tanto noi non saremmo capaci, la tariffa ci sfugge. Ma se lei riesce, chapeau. E chapeau, soprattutto, per questo suo coraggio di andare in direzione ostinata e contraria, in un paese in cui lavorare a quaranta chilometri di distanza per molti è un’angheria.

"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"

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