di Antonio Gurrado
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Il telefono è l’oggetto del secolo. Sì, ma del secolo scorso
Iliad e Tim hanno riesumato i testimonial novecenteschi delle compagnie telefoniche. Una scelta che consegna l’oggetto al museo dei ricordi più o meno frivoli, quando ancora ci andava di usarlo per parlarci
di
11 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 12:34 PM

Foto LaPresse
È interessante come l’intera pubblicità della Iliad ruoti attorno al fatto che Megan Gale sia diventata ora testimonial di questa compagnia telefonica dopo esserlo stato, oltre un quarto di secolo fa, per la Omnitel/Vodafone. Qualcosa di ancor più radicale è stato fatto da Tim: prima di mettere in onda il remake del celebre spot sulla telefonata che allunga la vita, ha fatto trasmettere pari pari quello originale, con Massimo Lopez che sembrava ringiovanito di trent’anni. Non credo conti soltanto l’evidente e un po’ banale effetto nostalgia su cui queste meta-réclame fanno leva; penso ci troviamo di fronte a una trovata che, in modo inconsapevole, riduce il telefono a oggetto di modernariato. Decisivo nel far vincere all’Italia la guerra in Libia del 1911, marchingegno sovrannaturale cui Proust dedicava sconcertate pagine della “Recherche”, il telefono è stato l’oggetto del secolo, ma nel secolo scorso, quello in cui la gente voleva ancora parlare. Non a caso Lopez ciarlava interminabilmente davanti a un plotone di esecuzione e Gale, dopo avere affrontato inverosimili peripezie in un commissariato latino-americano, per prima cosa alzava la cornetta del cellulare e chiamava chissà chi.
Oggi nessun testimonial farebbe alcunché del genere – tutt’al più approfitterebbe della fucilazione o dell’arresto per postare un video sui social – e conosco più di una persona, a partire da me stesso, che in caso di pericolo immediato preferirebbe affrontare la morte anziché una conversazione. La riesumazione dei testimonial novecenteschi consegna l’oggetto-telefono al museo dei ricordi più o meno frivoli; annuncia, forse, un futuro dispositivo che ci consentirà di scrivere quanto ci pare e monologare silenziosi ininterrottamente, senza che a nessuno salti in mente di usare il telefono per telefonarci.
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