di Antonio Gurrado
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Viva Enrico VIII e abbasso i social network
Mentre Teheran seduce l’Occidente con meme e campagne digitali, Londra riscopre una legge del 1539 per intensificare le relazioni con l’Ue: attenzione a dare per scontato che il vecchiume sia cattivo e l’innovazione sia buona
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16 APR 26
Ultimo aggiornamento: 12:11 PM

Viva Enrico VIII e abbasso i social network! Noi diamo per scontato che il vecchiume sia cattivo e l’innovazione sia buona, perciò, trovandoci a dare quegli istintivi giudizi massimalisti mentre scrolliamo distrattamente i titoli del giorno, tendiamo in automatico a considerare che un governo che usa magistralmente i social sia una cosa positiva, mentre un governo che ripesca una legge del 1539 sia arretrato e deleterio. Invece, a ben guardare, si scopre quanto segue. Anzitutto che nel Regno Unito il primo ministro è ricorso ai cosiddetti “poteri di Enrico VIII” per intensificare le relazioni con l’Unione Europea senza perdersi nelle pastoie di interminabili dibattiti e ostruzionismi, saltandoli in base al principio dell’azione d’urgenza per il bene dei cittadini. Poi che in Iran, invece, il regime ha assoldato dei bravissimi social media manager che stanno inondando le bacheche degli occidentali più giovani con meme di propaganda molto ben riusciti e, devo dire, imperniati su una retorica antitrumpiana piuttosto convincente, guadagnando ondate di simpatia virtuale in favore dei pasdaran. In entrambi i casi è accaduto il contrario di ciò che ci saremmo aspettati, ed ecco il cortocircuito: nel Regno Unito hanno usato uno strumento antiquato e antidemocratico per far progredire la nazione, in Iran stanno usando lo strumento più modaiolo e democratico che ci sia per essere sicuri che la nazione non progredisca. Nell’incessante guerra fra passato e futuro, per prima cosa bisogna imparare a distinguere bene gli schieramenti.