di Antonio Gurrado
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Dagli Stati Uniti, Leone XIV ci farà forse tornare tutti uniti
Per la prima volta dalla riforma protestante abbiamo un Papa abituato a considerare i cattolici come una minoranza che, se vuole contare qualcosa, deve cercare motivi di unione. Anche in questo senso va letto il suo motto episcopale, l’agostiniano "In Illo Uno unum"
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9 MAY 25
Ultimo aggiornamento: 01:02 PM

Forse più dell’essere statunitense, la peculiarità geografica che caratterizza Leone XIV è di provenire da un’area in cui i cattolici non sono maggioranza assoluta, a differenza dell’Argentina di Bergoglio, della Baviera di Ratzinger, della Polonia di Wojtyła e dell’Italia dei Papi dei quattro secoli precedenti. L’ultimo Papa straniero prima di loro, Adriano VI, era arrivato dall’Olanda, che di lì a poco sarebbe passata al calvinismo, usandolo come leva per definire la propria identità nazionale e dichiararsi indipendente. In Illinois i cattolici sono stimati sotto il 40 per cento della popolazione e, nell’intero stato, i sacerdoti diocesani sono poco più di mille: circa la metà di quanti ce ne sono nella sola diocesi di Milano, per rendere l’idea. Per la prima volta dalla riforma protestante, dunque, abbiamo un Papa abituato a considerare i cattolici come minoranza, per quanto di rilievo; sa quindi che le minoranze, se vogliono contare qualcosa, devono cercare motivi di unione e non di divisione. Forse anche in questo senso va letto il suo motto episcopale, l’agostiniano In Illo Uno unum, che può tradursi “una cosa sola nello stesso Cristo”: sotto Leone IX, che scomunicò il patriarca di Costantinopoli Michele Cerulario, si consumò la crisi che portò allo scisma della chiesa ortodossa; sotto Leone X, che mezzo millennio dopo sottovalutò colpevolmente Martin Lutero, si verificò la nascita dell’arcipelago protestante; chissà che dopo un altro mezzo millennio, sotto Leone XIV, non si torni tutti uniti.
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