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    <title>Il Foglio RSS</title>
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    <description>Il Foglio RSS contents</description>
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    <pubDate>Thu, 05 Mar 2026 04:30:06 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Il Foglio</dc:creator>
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      <title>Dirigenti regionali senza requisiti. Il Pd fa ricorso alla Corte dei conti</title>
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      <description>&lt;p&gt;Roma. “Un caso può essere un errore, ma tre ci dicono una cosa chiara: per diventare dirigente in regione con Francesco Rocca presidente bisogna essere o ex dipendenti della Croce Rossa o fedelissi... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Thu, 05 Mar 2026 04:30:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Gianluca De Rosa</dc:creator>
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      <title>Accordo FdI-Pd: riforma Roma Capitale rinviata per referendum</title>
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      <description>&lt;p&gt;Alla fine l’accordo c’è: per la riforma costituzionale di Roma Capitale è tutto rinviato. Se ne riparlerà dopo il referendum sulla riforma Nordio. La maggioranza, dopo un iniziale diniego, ha infat... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Thu, 05 Mar 2026 04:18:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Gianluca De Rosa</dc:creator>
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      <title>"A Roma con Pier Paolo Pasolini". Il saggio di Daniel Raffini</title>
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      <description>&lt;p&gt;"Descrivere la Roma di Pasolini vuol dire compiere un viaggio nello spazio, ma anche nel tempo, cioè nelle stratificazioni che compongono la città", così si apre il volume di Daniel Raffini "&lt;a href="https://amzn.to/3P0oBqu"&gt;A Roma con Pier Paolo Pasolini&lt;/a&gt;", pubblicato da Giulio Perrone Editore. Ulteriore tassello della collana ‘Passaggi di dogana’, nella quale un autore ripercorre la topografia, la storia, la cultura di una determinata città prendendo come metro di paragone e quale Virgilio uno scrittore, un gruppo musicale, un filosofo, o anche dei personaggi di finzione: dalla Manchester vista attraverso gli occhi degli Smiths di cui scrive Giuseppina Borghese fino alla Detroit di Eminem, narrata da Gabriele Ludovici. E se Roma era già apparsa, "A Roma. Da Pasolini a Rosselli",&amp;nbsp;per la penna di &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/il-figlio/2025/06/14/news/un-libro-che-scappa-dai-generi-e-fa-dire-grazie-alla-letteratura-e-alla-poesia--7823556/"&gt;Giorgio Ghiotti&lt;/a&gt;, questa volta &lt;strong&gt;Pasolini rimane orizzonte unico, cantore ed esploratore, corpo ferito e sensibilità gnostica&lt;/strong&gt;, come illustra Filippo La Porta nel suo saggio introduttivo. Percorrere la città di Pasolini, in cui il poeta vive, opera, si perde, si sdilinquisce tra quartieri alti e fetide borgate, tra campetti sassosi da calcio e mondo delle lettere, è cogliere la trasformazione radicale del tessuto di un luogo da fondo agrario a urbe, e società, più o meno contemporanea. ‘I luoghi raccontati’, rileva Raffini ‘ sono spesso gli stessi di quelli vissuti’. C’è un genoma, una mappatura evidente, una coincidenza tra la sublimazione letteraria, o cinematografica, e la metastasi urbanistica e antropologica che si ricombina nei sussulti della città della fede, delle baracche, dei cinema e del cinema, come industria di sogni e di incubi, per dirla alla Kenneth Anger: Roma, nella penna, nella visione, nella mente, nella sofferenza di Pasolini, è il luogo mistico e ordalico della resa dei conti con sé stesso. La Roma di Pasolini è molto raramente e forse solo incidentalmente una Roma ‘bella’, è piuttosto un gomitolo di tufo e di speranze, di palazzoni periferici e di orti, di esistenze campestri e di volti di fame. Fellini, ricorda l’autore, non per caso si rifiutò di produrre ‘Accattone’, dopo averne visto le prime scene. La Roma di Pasolini è una città che in origine si situa fuori dal tempo e dallo spazio, lontano dalla storia, è una ‘Roma che non era Roma’, e che poi, col passare del tempo, con il geologico stratificarsi della miseria e dell’incedere furtivo di una profezia autoavverante diventerà vera, reale, dolente. Un purgatorio dalle linee di fuga che ancora oggi celano e, al tempo stesso, schiudono direttrici negative, di fango e polvere, di abbrutimento. Un ‘guardare Roma dalle borgate’ che si instillerà come una goccia purpurea nella coscienza dello scrittore, sin dal suo trasferimento romano, nel 1950, al seguito della madre. Una cascata sensoriale che ottunde la mente, la eccita, la rende ebbra della febbre di questa novità fatta di marmo, cieli stellati e Tevere che tutto congiunge, come fosse vena principale di un sistema urbanistico e biologico. In ‘Ragazzi di vita’, scrive Raffini, si scorge quella voluttà sovrabbondante, bulimica, di nominare; nomi, toponimi, vie, quartieri, spesso anche in maniera eccessiva, scostata rispetto la necessità letteraria e che pure acquista senso proprio in questa congiunzione tra Pasolini, l’uomo, Pasolini, lo scrittore, e una città, Roma, teatro dell’azione letteraria e città della vita. Riccetto diventerà così personaggio-pretesto, secondo la fortunata espressione usata da Vincenzo Cerami, per immergersi nel lavacro fangoso del sottoproletariato capitolino. In questa prospettiva, quasi barthesiana, il centro rimane chiamato quasi fuori, come senso del limite: ombroso, nascosto, eppure fisicamente presente, vivo, segnaletico. A rimandare, forse, le contraddizioni umane, troppo umane dello stesso Pasolini.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 28 Feb 2026 08:34:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Andrea Venanzoni</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-28T08:34:00Z</dc:date>
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      <title>Stadi, metro e ora le olimpiadi: le carte di Gualtieri per il bis nel 2027</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/roma-capoccia/2026/02/26/news/stadi-metro-e-ora-le-olimpiadi-le-carte-di-gualtieri-per-il-bis-nel-2027-8705577/</link>
      <description>&lt;p&gt;La candidatura alle Olimpiadi 2040 potrebbe essere la ciliegina sulla torta della corsa a sindaco di Roberto Gualtieri nel 2027. Da non sbandierare troppo forte, però, anche per una questione di galateo istituzionale. Il ragionamento, tutto politico, l’ha fatto ieri &lt;strong&gt;Giovanni Malagò&lt;/strong&gt;, reduce dal successo di Milano-Cortina, sul Messaggero. “I soggetti da coinvolgere sono il governo e l’amministrazione comunale: sappiamo che entrambi sono in scadenza l’anno prossimo. Quindi certe valutazioni o coinvolgimenti avverranno non prima della fine del 2027 o inizio 2028. Parlarne prima è prematuro…”, sostiene l’ex presidente del Coni. &lt;strong&gt;Che tradotto significa: sono scelte che avverranno dopo le Politiche e il voto per il Campidoglio del 2027,&lt;/strong&gt; e su cui si dovranno semmai impegnare il futuro inquilino di Palazzo Chigi e il prossimo sindaco di Roma, quindi è inutile parlarne ora, poiché qualsiasi impegno preso dagli attuali vertici politici potrebbe poi rivelarsi inutile di fronte a un cambio di governance. Insomma, lasciamo che le elezioni facciano il loro corso e poi il tema sarà messo sul tavolo. &lt;strong&gt;Per Malagò, comunque, se candidatura sarà, Roma ha molte carte da giocare a livello di impianti, a partire dallo Stadio Olimpico, con la capienza giusta e la pista per l’atletica. &lt;/strong&gt;Poi c’è tutta l’area del Foro Italico con lo stadio del nuoto e gli impianti per il tennis. Mentre per la vela c’è il litorale di Ostia e per altri sport pure la Fiera e lo spazio alla Vela di Calatrava. Mancherebbe un palazzetto al chiuso adeguato, ma ci si può arrivare. E il prolungamento della metro C fino alla Farnesina garantirebbe la mobilità per il Foro Italico. Sulla candidatura della Capitale c’è da registrare anche l’apertura dell’azienda pubblica Sport e Salute, cosa non proprio scontata visti i complicati rapporti con il Coni negli ultimi anni. “Le Olimpiadi a Roma non sono un sogno ma il naturale approdo di un modello da consolidare in silenzio, lavorando di squadra”, afferma il presidente Diego Nepi Molineris, che poi sottolinea come “i giochi del 2040 siano una prospettiva affascinante, tuttavia è presto per parlarne oggi in termini concreti”. Dunque, wait and see. Però ci si pensa.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;La politica, tuttavia, ha tempi diversi. &lt;strong&gt;E qualcuno, nell’entourage del sindaco Gualtieri, vorrebbe accelerare, per presentarsi alle elezioni con la candidatura a Roma 2040 in agenda&lt;/strong&gt;. “C’è già stato un primo contatto tra Abodi e il sindaco”, si fa sapere. Sul tema, però, è lo stesso Gualtieri a frenare. “Siamo disponibili a sostenere un progetto che richiede l’unità di tutti i diversi attori istituzionali: il Cio, il Coni e il governo”, ha spiegato il primo cittadino. Insomma, in Campidoglio non si vuole fare il passo più lungo della gamba. Ma s’inizia a sognare e qualcuno va oltre, come l’assessore Alessandro Onorato, secondo cui “Roma è la candidata ideale”. E’ davvero così? A dare coraggio c’è&lt;strong&gt; il buon esempio del Giubileo&lt;/strong&gt;, ovvero il fatto che anche qui si possono organizzare grandi eventi, grazie anche alla fruttuosa collaborazione tra Campidoglio e Palazzo Chigi. Il famoso “metodo Giubileo”, che ha visto in prima linea il sottosegretario Alfredo Mantovano e il sindaco, potrebbe continuare su altri grandi progetti. Inoltre, il successo di Milano-Cortina ha lasciato un po’ di amaro in bocca per la rinuncia nel 2016 alle Olimpiadi 2024 poi andate a Parigi. Non si vuole ripetere l’atteggiamento negativo dell’ex giunta Raggi e non si vuole nemmeno lasciare alla sola Milano il pallino dei grandi eventi nazionali. C’è anche Roma, non solo Milano. &lt;strong&gt;La proposta di candidare Roma potrebbe poi essere condivisa anche con tutti gli altri papabili sindaci, sul modello di quanto fu fatto nel 2021 con Expo:&lt;/strong&gt; quando Raggi, Gualtieri, Calenda e Michetti si videro per promettere che, chiunque avesse poi vinto, avrebbe portato avanti la candidatura. Sarebbe questo un modo anche per portare a dire sì ai giochi anche i 5 stelle che invece nel 2016, proprio con Virginia Raggi, si opposero alla candidatura della capitale ai giochi del 2024. Oggi però, anche in casa 5 stelle, la cosa sembra essere più fattibile, soprattutto se realizzata così, con un patto condiviso da tutte le forze politiche.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Insomma, se così fosse, l’attuale primo cittadino, ormai già in campagna elettorale (vedasi intervista al Corriere di qualche giorno fa) potrebbe presentarsi agli elettori con numerose frecce nel suo arco:&lt;strong&gt; la prima pietra del nuovo stadio della Roma, il pubblico interesse approvato sul progetto della Lazio sullo stadio Flaminio, il termovalorizzatore in corso d’opera, il prolungamento della metro C.&lt;/strong&gt; Con in più la prospettiva di concorrere seriamente ai giochi olimpici 2040. L’asso nella manica da tenere ancora parzialmente coperto. Poi, naturalmente, sullo sfondo c’è la possibilità di una candidatura di Malagò al Campidoglio per il centrodestra. E allora sì che per l’attuale sindaco sarebbero guai, ma questa è davvero un’altra storia.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 26 Feb 2026 04:48:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Gianluca Roselli</dc:creator>
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      <title>Gira una voce: Vannacci candidato sindaco di Roma</title>
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      <description>&lt;p&gt;Ieri Roberto Vannacci era a Roma. Un incontro riservato con i suoi deputati – Rossano Sasso, Edoardo Ziello e Emanuele Pozzolo – per organizzare per il prossimo 5 marzo un incontro a Palazzo Grazio... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Thu, 26 Feb 2026 04:40:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Gianluca De Rosa</dc:creator>
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      <title>Dalla capitale d'Italia alla capitale della musica, i cantanti romani a Sanremo</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/roma-capoccia/2026/02/25/news/dalla-capitale-d-italia-alla-capitale-della-musica-i-cantanti-romani-a-sanremo-8704074/</link>
      <description>&lt;p&gt;Per una settimana all’anno, Roma abdica da capitale d’Italia consegnando momentaneamente quel titolo a &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/sanremo/"&gt;Sanremo&lt;/a&gt;. &lt;strong&gt;E se è vero che Roma è soprattutto un’idea verso cui tendere, cosa resta da fare ai romani se non recarsi nella città del Festival musicale più famoso della penisola?&lt;/strong&gt; Ed ecco dunque che Ditonellapiaga, Eddie Brock, Fulminacci, Leo Gassmann, Mara Sattei e Tommaso Paradiso sono sbarcati in terra genovese formando la rappresentanza cittadina più numerosa d’Italia.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;A loro certo bisognerebbe aggiungere anche il figlio 22enne di &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/musica/2026/02/20/news/fenomenologia-del-bonus-lda-e-aka-7even-napoli-in-coppia-per-conquistare-sanremo-8684209/"&gt;Luigi D’Alessio, Luca, in arte &lt;strong&gt;LDA&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, che, anche se è cresciuto a Napoli, a Roma ci è nato e si presenta al Festival cantando &lt;em&gt;Poesie clandestine&lt;/em&gt; con AKA 7even. Inoltre occorrerebbe inserire nell’elenco anche &lt;strong&gt;Patty Pravo&lt;/strong&gt;, pseudonimo di Nicoletta Strambelli, che canta &lt;em&gt;Opera&lt;/em&gt;. &lt;strong&gt;Icona della musica italiana da decenni, seppur veneziana d’origine, è romana d’adozione tanto che è da tutti riconosciuta come “la ragazza del Piper”, dove si esibiva negli anni ’60.&lt;/strong&gt; E’ un personaggio completamente fuori da ogni tipo di conformismo. Renato Zero racconta che una volta si trovava proprio al Piper con Loredana Bertè e Mia Martini quando vide apparire una ragazza bionda platino su una Rolls Royce bianca guidata da un nero in livrea, con due giganteschi cani al guinzaglio. Lo stupore fu talmente tanto che i tre cantanti si dissero: “Ma chi è ‘sta vamp? Sarà americana?”. Anche &lt;strong&gt;Nayt&lt;/strong&gt;, pseudonimo di William Mezzanotte, non è nato a Roma, ma a pochi mesi dalla nascita si è trasferito nella periferia romana, al Quadraro, a cui è molto legato. Per il rapper, che porta il brano &lt;em&gt;Prima che&lt;/em&gt;, si tratta dell’esordio a Sanremo.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Tra i romani doc c’è invece &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/musica/2026/02/21/news/fulminacci-tra-le-macerie-del-pop-a-sanremo-con-un-elegante-ironia-spero-di-arrivare-quinto--8656736/"&gt;Filippo Uttinacci, nome d’arte &lt;strong&gt;Fulminacci&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, pseudonimo scelto anche perché faceva pensare a un’imprecazione dei fumetti. Il ragazzo classe 1997, elegantissimo, nel 2021 cantava una storia d’amore sullo sfondo di Santa Marinella, località balneare a un passo dalla capitale. &lt;strong&gt;E ora si ritrova a Sanremo, ma non ha nessuna smania di vincere il Festival: per lui l’obiettivo è arrivare quinto. La sua unica preoccupazione, ha confessato, è rappresentata dai palloncini.&lt;/strong&gt; Fulminacci porta sul palco dell’Ariston Stupida sfortuna, brano prodotto da Pietro Paroletti, aka Golden Years, che ha ricordato sui social come i due abbiano scritto la canzone quando si sono conosciuti e hanno scoperto di essere nati lo stesso giorno.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&lt;a href="https://www.ilfoglio.it/musica/2026/02/23/news/quel-sanremo-con-tony-pitony-ditonellapiaga-e-il-gusto-del-fastidio-8685923/"&gt;&lt;strong&gt;Ditonellapiaga&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, alias Margherita Carducci, ha la stessa età di Fulminacci, ed è cresciuta in uno dei quartieri più esclusivi della capitale, Prati, e probabilmente ha più voglia di lui di “provocare, senza aggressività”, come ha spiegato parlando del suo nome d’arte, nato come nickname di Instagram. &lt;strong&gt;Per Sanremo ha scelto di cantare &lt;em&gt;Che fastidio!&lt;/em&gt;, ma, secondo i genitori, la decisione più importante l’ha presa quando ha abbandonato la pallacanestro per dedicarsi alla musica, e se lo hanno detto loro, che sono allenatori di basket, sarà vero.&lt;/strong&gt; Per la serata dei duetti ha scelto di esibirsi con &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/musica/2026/02/14/news/quella-parvenza-di-liberta-dietro-alla-volgarita-su-note-gentili-di-tonypitony-8658309/"&gt;Tony Pitony&lt;/a&gt;, uno che ha fatto della provocazione il suo tratto caratteristico, perfetto per “punzecchiare, ma sempre in modo bonario” come vuole Ditonellapiaga. &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/musica/2026/02/25/news/eddie-brock-a-sanremo-per-merito-di-un-algoritmo-dall-agenzia-viaggi-al-festival-la-rivincita-onesta-del-ragazzo-dell-a-8692648/"&gt;&lt;strong&gt;Eddie Brock&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, all’anagrafe Edoardo Iaschi, è cresciuto nel quartiere Aurelio, poco distante dalla coetanea Ditonellapiaga, e fino a qualche mese fa ha gestito un bed and breakfast, ha fatto il rider e l’operatore in un call center. Ora invece partecipa a Sanremo con &lt;em&gt;Avvoltoi&lt;/em&gt;, anche grazie al singolo &lt;em&gt;Non è mica te&lt;/em&gt; che l’anno scorso ha sfondato il tetto dei 23 milioni di ascolti, dopo essere stato scartato quattro volte da Xfactor e Amici. &lt;strong&gt;Il cantante, che si definisce “contrabbandiere di emozioni”, ha scelto il suo nome d’arte ispirandosi a Venom, uno dei nemici di Spiderman.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;E poi ci sono il due volte figlio d’arte &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/musica/2026/02/11/news/leo-gassmann-boicottare-l-eurovision-contro-israele-alzare-muri-nella-musica-e-sbagliato--8641316/"&gt;&lt;strong&gt;Leo Gassmann&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, figlio di Alessandro e nipote di Vittorio, con &lt;em&gt;Naturale&lt;/em&gt;, e &lt;strong&gt;Mara Sattei&lt;/strong&gt;, pseudonimo di Sara Mattei, che canta &lt;em&gt;Le cose che non sai di me&lt;/em&gt;. Una canzone nata in famiglia perché lei ha curato il testo e la musica l’ha firmata con il fratello, il rapper Thasup, con il compagno Alessandro Donadei e a Edwyn Brun. E infine c’è &lt;strong&gt;Tommaso Paradiso&lt;/strong&gt;. L’ex frontman dei Thegiornalisti è laureato in Filosofia ed è anche un grande appassionato e collezionista di sintetizzatori vintage, ma c’è una passione che lo interessa più della musica: la Lazio. Diverse volte gli hanno chiesto cosa preferirebbe tra vedere la sua squadra con lo scudetto sulla maglia o vincere Sanremo. Ovviamente la risposta non poteva essere che una: “Lo scudetto alla Lazio”. Al Festival Paradiso canta &lt;em&gt;I romantici&lt;/em&gt;, canzone dedicata alla bellezza dei sentimenti puri. E chi meglio di un romano sa che cos’è la bellezza?&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 25 Feb 2026 15:26:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Alessandro Villari</dc:creator>
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      <title>I pentiti di Airbnb</title>
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      <description>&lt;p&gt;I “pentiti di Airbnb”, titolano i giornali in questi giorni, elencando numeri secondo cui molti romani stanno tornando indietro sull’affitto a breve: molti di coloro che hanno messo a reddito immob... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Sat, 21 Feb 2026 10:30:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Gianluca Roselli</dc:creator>
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      <title>Sindaco influencer, le grandi manovre glocal e social di Gualtieri</title>
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      <description>&lt;p&gt;La popolarità social di &lt;strong&gt;&lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/roberto-gualtieri/"&gt;Roberto Gualtieri&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; è indubbia e consolidata. Quante volte abbiamo condiviso sue immagini o video... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Sat, 21 Feb 2026 09:39:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Andrea Venanzoni</dc:creator>
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      <title>Il nuovo stadio, le firme contro Lotito, i tifosi in sciopero: la Lazio nel ciclone</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/roma-capoccia/2026/02/19/news/il-nuovo-stadio-le-firme-contro-lotito-i-tifosi-in-sciopero-la-lazio-nel-ciclone-8678243/</link>
      <description>&lt;p&gt;Sogno per alcuni, incubo per altri, mezzo sogno e mezzo incubo per i tifosi, canovaccio per raccolte firme contro la dirigenza che uniscono Osho ad Alessandro Di Battista: il futuribile cosiddetto “stadio della Lazio”, già stadio Flaminio, non è ancora nato, ma è come se lo fosse, per la quantità di entusiasmi e timori che suscita. E insomma, due giorni fa, quando la Lazio ha presentato il progetto a Formello, c’era chi si attaccava alla sensazione che il Campidoglio approvasse la prospettata ristrutturazione dell’impianto progettato da Pier Luigi e Antonio Nervi tra il 1957 e il 1958, e chi si sente nel limbo: che effetto avrà lo stadio sul quartiere? E quanto ci vorrà? (I tifosi, allarmati dalla temuta mancanza di risorse e in polemica con la dirigenza in generale, intanto scioperano disertando le partite della squadra all’Olimpico).&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Al netto delle firme e dei timori, la road map è scritta: dieci giorni mancano all’insediamento della Conferenza dei servizi preliminare che dovrà esaminare la proposta (a cui partecipano anche Campidoglio, Regione e &amp;nbsp;Soprintendenza). I tecnici, intanto, spaziando tra settori (Mobilità, Beni culturali e Ambiente) dovranno venire a capo del primo problema: il vincolo a cui è sottoposto l’impianto progettato da Nervi. Si passerà poi all’eventuale richiesta di integrazioni, per poi procedere, previo passaggio in Conferenza dei servizi, alla delibera di interesse pubblico da portare in Aula, con tutto il contorno di preoccupazioni su acustica, impatto sul traffico del quadrante e parcheggi. L’idea di Lotito è procedere a passi veloci per inaugurare nel 2031-2032, ma in mezzo c’è un mare fatto di dubbi, verifiche e contro-verifiche su quello che è stato descritto come “sistema architettonico a “matrioska”, con due “involucri distinti ma armoniosamente interconnessi”, impianto sottostante in cemento armato da restaurare urgentemente e futura copertura per tutti gli spettatori. L’idea è quella di creare una sorta di “catino” che permetta una visione più ravvicinata, con la copertura suddetta a fare anche da parziale isolante acustico. “Il progetto”, hanno spiegato gli architetti ” immagina lo stadio come un luogo vivo e pulsante per 365 giorni l’anno. Oltre a ospitare eventi sportivi, sarà dotato di spazi dedicati a ristoranti, negozi, palestre, uffici e aree per eventi culturali, come concerti o manifestazioni pubbliche”. Elemento di rigenerazione urbana, dicono alcuni. Troppo per essere vero, dicono i tifosi. &amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&lt;br&gt; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 19 Feb 2026 05:00:00 GMT</pubDate>
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      <dc:date>2026-02-19T05:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Stasera la prima di “Inferno” di Ronchetti al Teatro dell’Opera</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/roma-capoccia/2026/02/19/news/stasera-la-prima-di-inferno-di-ronchetti-al-teatro-dell-opera-8676829/</link>
      <description>&lt;p&gt;“Inferno” di &lt;strong&gt;Lucia Ronchetti&lt;/strong&gt; arriva stasera per la prima volta in Italia al &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/teatro-dell'opera-roma/"&gt;Teatro dell’Opera di Roma&lt;/a&gt;. Commissiona... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Thu, 19 Feb 2026 04:51:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Mario Leone</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-19T04:51:00Z</dc:date>
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    <item>
      <title>Chiuri (Fendi): “Così ho disegnato i costumi dell’Inferno dantesco”</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/gran-milano/2026/02/19/news/chiuri-gruppo-fendi-cosi-ho-disegnato-i-costumi-dell-inferno-dantesco--8676975/</link>
      <description>&lt;p&gt;“Con Dante abbiamo tutti un legame intimo, quasi familiare”, dice &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/maria-grazia-chiuri/"&gt;Maria Grazia Chiuri&lt;/a&gt;, direttrice creativa di Fendi e proprietaria del... Contenuto a pagamento - Accedi al sito per abbonarti</description>
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      <pubDate>Thu, 19 Feb 2026 04:01:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabiana Giacomotti</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-19T04:01:00Z</dc:date>
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    <item>
      <title>Metro C fino a Farnesina: partono i cantieri. “L’obiettivo è avere le nuove sei stazioni entro il 2036”, dice il sindaco Gualtieri</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/roma-capoccia/2026/02/18/gallery/metro-c-fino-a-farnesina-partono-i-cantieri-l-obiettivo-e-avere-le-nuove-7-stazioni-entro-il-2036-dice-il-sindaco-gualt-8677318/</link>
      <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;“Rimandare non dà nessun beneficio. Apriamo i cantieri oggi sapendo che potranno esserci disagi, ma che è la cosa giusta da fare”, dice il sindaco Roberto Gualtieri.&lt;/strong&gt; Nella sala della Protomoteca in Campidoglio scorrono, una dopo l’altra, le slide di presentazione delle sei future stazioni della Metro C: Chiesa Nuova, Castel San’Angelo-Piazza Pia, Ottaviano, Mazzini, Auditorium e Farnesina. Sette chilometri – con tanto di triplo attraversamento sottoterra del Tevere – che allungheranno la linea verde oltre la stazione di piazza Venezia. &lt;strong&gt;Il 25 febbraio partiranno i lavori di scavo per la cosiddetta tratta T2 (Venezia-Mazzini). Entro luglio avverrà lo stesso anche per la T1 (da Mazzini a Farnesina). &lt;/strong&gt;Già domani saranno consegnate le aree di cantiere al Consorzio metro C.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Per ottimizzare i tempi, i lavori per le due tratte saranno realizzati in parallelo. “Ringrazio il governo che due anni fa ha completato il finanziamento”, ha detto il sindaco.&lt;/strong&gt; Non si tratta solo di grammatica istituzionale. E’ proprio grazie a quel finanziamento infatti che si può procedere così, iniziando insieme la realizzazione delle due tratte e riducendo lo spezzettamento del tracciato della linea &amp;nbsp;(dieci tratte funzionali totali) che ne ha causato i lunghissimi tempi di costruzione. &lt;strong&gt;Per le metro, si usa dire tra gli addetti ai lavori, vigono le stesse regole della gravidanza&lt;/strong&gt;: con due donne incinte aspetti sempre nove mesi per avere un bambino, i tempi non si dimezzano, ma in compenso di bimbi ne fai. Lo stesso funziona con le tratte della metro: i tempi di realizzazione dipendono dall’altezza della stazione più profonda. Ma se fai, come in questo caso, più stazioni contemporaneamente, puoi ampliare la rete con più velocità.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&lt;br&gt; &lt;strong&gt;“Auspichiamo di chiudere tutto entro il 2036&lt;/strong&gt;, con un anno di anticipo sul cronoprogramma tarato al 2037”, ha detto il sindaco. Un obiettivo che, se realizzato, consentirebbe di aprire le sei nuove fermate solo tre anni dopo la stazione di piazza Venezia (la cui inaugurazione è fissata per il 2033). &lt;strong&gt;Gualtieri ha anche sottolineato come l’ultima stazione, quella di Farnesina, sarà realizzata sin da subito per consentire un prolungamento della linea verso Tor di Quinto &lt;/strong&gt;– con fermata a Vigna Clara &amp;nbsp;che consentirebbe lo scambio con l’anello ferroviario (quando mai sarà completato) – &lt;strong&gt;e anche una nuova diramazione verso Grottarossa&lt;/strong&gt;, con fermate a Giuochi istmici, parco di Veio, Villa San Pietro e Tomba di Nerone. “Consentirebbe – ha detto il sindaco – di connettere la via Cassia, vero collo di bottiglia del sistema, al resto della rete. Ci piacerebbe partire prima del 2036 quando finiranno i lavori &amp;nbsp;a Farnesina, ma servono i fondi”. &lt;strong&gt;Il costo totale per questo eventuale sfioccamentoammonta &amp;nbsp;a 2,5 miliardi di euro.&lt;/strong&gt; Buone notizie anche sulla tratta che già esiste (Monte Compatri-Colosseo). &lt;strong&gt;A metà 2027 dovrebbero arrivare i primi sette treni (dei 17 totali) che dovrebbero consentire di abbassare da nove a quattro minuti la frequenza delle partenze sulla linea verde.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;A illustrare le caratteristiche tecniche delle nuove stazioni, nel corso della conferenza stampa in Campidoglio, è stato l’assessore a Patanè. &lt;strong&gt;Tutte le prime aree di cantiere sono state pensate per minimizzare l’impatto sulla mobilità di auto e vetture del trasporto pubblico. &lt;/strong&gt;Nessuno dei cantieri insisterà, almeno nella prima fase, sulla rete stradale, se non con qualche rara eccezione.&lt;strong&gt; Affascinante anche come lo scavo scenderà oltre i 48 metri, 25 dal letto del Tevere, nei punti in cui dovrà attraversare il fiume&lt;/strong&gt;: all’altezza di Castel Sant’Angelo, a quella dell’Auditorium e, infine, a Farnesina.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Molto soddisfatta anche la commissari di governo Maria Lucia Conti:&lt;/strong&gt; “La metro C - ha ricordato - era una delle opere strategiche della Legge obiettivo. UN piano da 120 miliardi di euro, ma che ne aveva 40 di finanziamenti, che piano piano è stato realizzato. &lt;strong&gt;Ci sono voluti 14 ministri delle infrastrutture e sei sindaci, ma finalmente siamo arrivati all’arrivo.&lt;/strong&gt; Grazie al prontuario archeologico preparato anni fa dal primo commissario di verno abbiamo realizzato le bellissime archeostazioni. E lo stesso faremo in alcune stazione delle nuove tratte”. La commissaria ha anche lodato il sindaco: “Ci vuole coraggio a far partire opere così complesse perché sono invasive e impattanti, ma sono il futuro della città.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Per sindaco e assessore è stata anche l’occasione per fare il punto sugli altri importanti investimenti sulla rete metropolitana romana. “Non è un segreto - ha detto Gualtieri - che scontiamo un gap importante. E dunque tutti i progetti di ampliamento della rete sono prioritari. Procediamo in base all’avanzamento progettuale dei singoli interventi”. Nello specifico sul &lt;strong&gt;prolungamento della metro A a Torrevecchia entro fine maggio sarà pronto il progetto di fattività tecnico economia (Pfte). Mentre quello per il prolungamento della metro B fino a Casal Monastero bisognerà aspettare metà 2027&lt;/strong&gt; (ci sta lavorando Roma Metropolitane) Infine, per quanto riguarda la &lt;strong&gt;metro D&lt;/strong&gt;, l’assessore Patanè ha spiegato che entro marzo il Campidoglio avrà stilato un nuovo "Documento delle alternative rogettuali" (Docfap), con un nuovo tracciato e un nuovo interesse pubblico. Sarà proposto al vecchio proponente del project financing per la tratta (Condotte Spa) e, in caso di mancato accordo, sarà affidata Roma Metropolitane &lt;strong&gt;la redazione del piano di fattibilità tecnico economica, che da solo costa 100 milioni di euro.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 18 Feb 2026 17:57:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Gianluca De Rosa</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-18T17:57:00Z</dc:date>
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      <title> Il cimitero del Verano, dove i morti garantiscono il passato ai vivi</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/roma-capoccia/2026/02/14/news/-il-cimitero-del-verano-dove-i-morti-garantiscono-il-passato-ai-vivi-8647558/</link>
      <description>&lt;p&gt;“La morte è uno stato di perfezione, il solo alla portata di un mortale”, ha scritto Emil Cioran in “Squartamento”. Osservandolo dall’alto, in quell’indistinto punto in cui il verde dei cipressi si fonde con il bianco ormai opaco dei marmi, l’ocra dei mattoncini dell’ingresso a tre fornici e la fisionomia adiacente della basilica di San Lorenzo fuori le Mura,&lt;strong&gt; il cimitero monumentale del Verano si sublima in una architettura perfetta intrisa di languida malinconia.&lt;/strong&gt; Incuneato nel costato del quartiere Tiburtino, davanti San Lorenzo, nel caos iridescente della movida dal quale si separa con le sue alte mura, il cimitero nacque sull’onda del celebre editto napoleonico di Saint-Cloud del 1804: l’imperatore francese aveva ordinato che tombe, luoghi di sepoltura e cimiteri venissero edificati fuori dai centri abitati, e questa previsione, in forza delle armate francesi, venne estesa nel settembre 1806 anche all’Italia, suscitando un vasto dibattito e una non meno vasta riprovazione. Fu ispirazione quell’editto, come noto, per il celebre carme “Dei sepolcri” di Ugo Foscolo. A Roma si individuò, ad opera di Raffaele Stern e Giuseppe Camporese, questo imponente lembo di terra: della consistenza di ottantatré ettari e dal nome di campo Verano, mutuato da una antica gens, aveva in epoca romana ospitato una necropoli. Della progettazione venne incaricato Giuseppe Valadier. I lavori furono tormentati e spesso interrotti dai rivolgimenti storico-politici dell’epoca. Con la caduta di Napoleone e la restaurazione del potere pontificio, fino agli anni trenta del XIX secolo, riprese la consuetudine urbana di seppellire i defunti nel cuore delle Chiese. In seguito però, con l’ascesa al soglio di Gregorio XVI si decise di riprendere in mano il progetto, spinti a ciò anche da devastanti epidemie che flagellarono la città in quegli anni, causando migliaia di morti. Fino al pontificato di Pio IX però il cimitero si presentava in maniera ampiamente disomogenea, frutto di una serie stratificata di interventi non del tutto coordinati tra loro.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Al fine di razionalizzarne il tessuto architettonico, la pianta, lo sviluppo e di conferirgli aura monumentale, il pontefice incaricò l’architetto Virginio Vespignani, probabilmente uno degli architetti più rinomati e attivi durante il suo pontificato. Di Vespignani, tra le altre opere, sono la facciata rivolta verso l’esterno di Porta Pia e la celebre cappella della Madonna dell’Archetto nel cuore del Rione Trevi. Per il cimitero, si mantenne fedele al progetto iniziale di Valadier, apportando il suo significativo contributo realizzando il quadriportico d’ingresso, sul quale svettano le quattro statue rappresentanti Meditazione, &lt;strong&gt;Speranza, Carità e Silenzio&lt;/strong&gt;, autentico spettacolo che accoglie il visitatore. Dopo la sua morte, venne sepolto proprio nel Verano, dove svetta il monumento funebre, realizzato dal figlio Francesco. Con l’avvenuta proclamazione del Regno d’Italia, i lavori di ampliamento proseguirono, e alla fine del secolo vennero inaugurate anche l’area ebraica e quella acattolica. Unitamente a questo processo espansivo, il cimitero fu collegato alla centrale stazione Termini, a mezzo di una tranvia a cavalli. Il Verano fu anche investito, simbolicamente e fisicamente, dalle due grandi guerre. Nella prima, vide la costruzione dell’ossario dei soldati romani caduti durante il conflitto, mentre dalla seconda guerra mondiale ereditò le cicatrici seguite al devastante bombardamento alleato del quartiere di San Lorenzo che ne danneggiò l’ingresso, costringendo l’amministrazione cittadina a imponenti interventi di restauro. Durante il bombardamento furono molte le tombe annientate o danneggiate dagli esplosivi, tra cui quella di Ettore Petrolini e quelle dei Pacelli.&lt;strong&gt; Con il passare del tempo, e l’edificazione del Cimitero di Prima Porta, il Verano ha assunto una connotazione squisitamente monumentale e artistica, attrazione per turisti oltre che per i cari degli estinti che riposano tra i viali alberati.&lt;/strong&gt; E così ora monumenti, tombe, cappellette, rappresentano uno squisito affresco immerso in una coltre di silenzio e di riflessione. Tra ombre e spettri poetici, adorni di steli e di angeli e di fotografie e di versi e di preghiere, il viandante si immerge in quello spazio in cui i vivi hanno garantito ai morti un futuro affinché i morti possano garantire ai vivi il loro passato, per citare il Robert Pogue Harrison de “Il dominio dei morti”.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 14 Feb 2026 07:40:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Andrea Venanzoni</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-14T07:40:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Ventre a terra. I dem laziali partono con anticipo all’ascolto dei territori (Roma non basta)</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/roma-capoccia/2026/02/12/news/ventre-a-terra-i-dem-laziali-partono-con-anticipo-all-ascolto-dei-territori-roma-non-basta--8651030/</link>
      <description>&lt;p&gt;Partire con anticipo, partire in parallelo al Pd nazionale, partire ventre a terra, nel Lazio, per non farsi trovare impreparati ai prossimi appuntamenti elettorali, visto che non dappertutto, nella regione, il riverbero di grandeur della Roma ottimista post &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/giubileo/"&gt;Giubileo&lt;/a&gt; può essere garanzia di successo elettorale nei territori governati dalla destra: &lt;strong&gt;i dem laziali sono al lavoro, dunque, per il lancio del “percorso di ascolto e lavoro politico collettivo”.&lt;/strong&gt; Si chiama “Idee in circolo”, Si partirà il 21 febbraio da Frascati, con l’obiettivo di “costruire le proposte del Pd del Lazio partendo dai bisogni reali delle persone e dei territori”. Il nome nasce dal metodo che si vuole dare al percorso: trattasi di “tavole rotonde tematiche” viste come spazi di confronto tra mondo accademico, associazioni, lavoro, cultura e sociale. “Luoghi in cui le idee circolano, si incontrano e si rafforzano, dai temi della vita quotidiana alle grandi sfide”, dice il segretario locale dem &lt;strong&gt;Daniele Leodori&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Il ciclo di incontri è realizzato insieme alla Fondazione Friedrich Ebert (che mette a disposizione ricerche, analisi e dati su vari temi). E’ un canovaccio per la griglia di priorità politiche e proposte concrete. Poi si partirà per la seconda fase, nei territori e nei circoli pd -&amp;nbsp;in una regione dove la sinistra di recente ha strappato tre comuni alla destra che li governava da tempo (Anzio, Nettuno e Civitavecchia), ma dove la destra è tradizionalmente e ancora forte -&amp;nbsp;per arrivare a un’agenda programmatica condivisa, sul modello partecipativo del progetto di innovazione e ricerca Rome Technopole. Si parte da sanità e scuola. Dice Leodori: &lt;strong&gt;“Il Lazio con la destra è immobile: a crescere sono solo le liste d’attesa, e lo sanno bene i cittadini che ogni giorno provano a prenotare una visita e si sentono rispondere con appuntamenti anche a distanza di un anno. Dopo anni di governo, solo annunci e propaganda. &lt;/strong&gt;A pagare sono le persone che rinunciano alle cure o devono mettere mano al portafoglio. E la sanità è solo una delle prove di un governo regionale fallimentare”. L’idea è di concentrarsi sull’irrisolto che resta sul tavolo della giunta Rocca: &lt;strong&gt;“Per questo abbiamo avviato questa campagna di ascolto”, dice Leodori, “e stiamo costruendo un’alternativa anche in Consiglio regionale, con le altre forze di opposizione: con proposte concrete per rimettere al centro programmazione, diritti e giustizia sociale”.&lt;/strong&gt; Le urne sono lontane. Intanto, se Roma non basta, ci si porta avanti.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 12 Feb 2026 08:47:00 GMT</pubDate>
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      <dc:date>2026-02-12T08:47:00Z</dc:date>
    </item>
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      <title>Il compleanno tutto blu di Andrea Formilli Fendi con Parietti e Chiuri</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/roma-capoccia/2026/02/12/news/il-compleanno-tutto-blu-di-andrea-formilli-fendi-con-parietti-e-chiuri-8648878/</link>
      <description>&lt;p&gt;Un vivaio di Roma nord è stato trasformato per una sola notte in una discoteca con una scenografia raffinata dove il blu è stato colore e atmosfera, la chiave d’accesso per il compleanno di &lt;strong&gt;Andrea Formilli Fendi&lt;/strong&gt;, organizzato in ogni minimo dettaglio dalla event designer Giada Ricciardi che è riuscita a creare un allestimento simile a un racconto cinematografico. Il blu di Jarman (assoluto e monocromo), quello di Kieslowski (una vibrazione interiore) e l’azzurro perturbante di Lynch (un sipario socchiuso sull’invisibile) sono diventati un tutt’uno con quello amato dal festeggiato e dalla sua signora, Antonella “Larodro”, al centro della scena con ben due cambi d’abito in poche ore, a dir poco fiabeschi. Torta/cup cakes blu come la vodka, i cappellini, gli accendini, le sciarpe e i plaid previsti per gli ospiti con tanto di logo AFF – le iniziali del festeggiato – e due dj in consolle per una dance fino alle ore piccole con tanti ospiti, tra cui &lt;strong&gt;Alba Parietti&lt;/strong&gt; e la neo direttrice creativa di Fendi&lt;strong&gt; Maria Grazia Chiuri&lt;/strong&gt;. Il giorno dopo andiamo al Ciao Club organizzato da Alysa Weinstein dove troviamo anche Kasia Smutniak e la sua eleganza ferma e pensosa, ricordandoci che ogni euforia cromatica può lasciare spazio a una sfumatura, basta saperla indossare con ironia.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 12 Feb 2026 04:57:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Giuseppe Fantasia</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-12T04:57:00Z</dc:date>
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    <item>
      <title>Ora il termovalorizzatore è anche nel piano rifiuti della Regione</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/roma-capoccia/2026/02/12/news/ora-il-termovalorizzatore-e-anche-nel-piano-rifiuti-della-regione-8649627/</link>
      <description>&lt;p&gt;La regione Lazio ha deciso di non opporsi al piano rifiuti di Roma Capitale e di incorporarlo integralmente nel nuovo piano regionale 2026-2031. Con questa scelta, la giunta di centrodestra guidata da Francesco Rocca recepisce anche la previsione del termovalorizzatore da 600 mila tonnellate annue voluto dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, ponendo fine, già prima di un loro eventuale inizio, a possibili tensioni tra comune e regione. La conferma del piano della capitale – approvato nel 2022 dal sindaco nominato commissario straordinario per il Giubileo 2025 con poteri estesi anche alla materia rifiuti – è arriva ieri. Il nuovo piano regionaleè stato visionato da Agenzia Nova che ne ha anticipato i principali punti. Uno su tutti: il superamento del deficit impiantistico regionale grazie alla realizzazione del termovalorizzatore, l’impianto che anche a destra conta diversi nemici. Il piano dovrà essere ora adottato con delibera di giunta, per poi essere approvato in via definitiva da parte del Consiglio regionale.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Ma il recepimento dell’impianto di Santa Palomba nel nuovo piano regionale è una buona notizia. La capitale produce oltre oltre un milioni di tonnellate di rifiuti indifferenziati annui a fronte di una capacità di trattamento molto inferiore: circa 417 mila tonnellate, con un deficit impiantistico di oltre 630 mila tonnellate. In questo contesto, la deroga concessa a Gualtieri si è rivelata decisiva: normalmente la pianificazione è una competenza regionale, ma con i poteri straordinari affidati dal governo Draghi al sindaco è stato possibile approvare il piano comunale anticipando e determinando la strategia laziale, che infatti non ha potuto che seguire.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Il piano regionale prevede due impianti di recupero energetico: quello di Roma, in grado di trattare 600 mila tonnellate annue, e quello (già esistente) di San Vittore, nel Frusinate, da 400 mila tonnellate. Insieme questi impianti dovrebbero consentire di chiudere il ciclo dei rifiuti nel Lazio, azzerare i flussi esportati fuori regione o all’estero. Un altro elemento cardine del nuovo piano è la riduzione degli Ambiti territoriali ottimali (Ato) da cinque a due. Anche questo è fortemente collegato al piano capitolino. L’Ato 1 infatti comprende l’intero Lazio ad eccezione di Roma Capitale, mentre l’Ato 2 coincide con l’area metropolitana romana. Una ridifinizione motivata dai dati sull’autosufficienza impiantistica: la situazione attuale vede una forte disparità tra territori, con province dotate di impianti Tmb in eccesso rispetto alla domanda e altri , come Roma e Rieti, in grave deficit. La nuova strutturazione semplifica la gestione, permette di concentrare risorse e investimenti sugli impianti di trattamento necessari e riflette la realtà produttiva dei rifiuti: oltre metà dei rifiuti regionali proviene infatti dalla sola Capitale. Un dato che il precedente piano rifiuti, quello della giunta di centrosinistra di Nicola Zingaretti aveva non considerato con la giusta attenzione, per essere gentili con i giudizi.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Il nuovo piano regionale inoltre si pone anche obiettivi ambiziosi sulla raccolta differenziata: si punta al 72,3 per cento entro il 2031. Nel 2023 la media regionale si era attestata al 55,4 per cento.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;La scelta di recepire il piano di Roma è anche politica. C’era infatti la possibilità che la Regione, guidata dal centrodestra, potesse opporsi alla decisione del sindaco Pd, a aprendo un fronte istituzionale su competenze e scelte impiantistiche. E’ noto che un pezzo di FdI non gradisca l’impianto così come pensato da Gualtieri. La deroga concessa dal governo però, inserendo la competenza sui rifiuti nel mandato commissariale per il Giubileo, ha consentito al sindaco di definire in anticipo una programmazione che la Regione non ha potuto che confermare senza modifiche sostanziali.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Questo passaggio chiude una lunga fase di incertezze. Per oltre dieci anni, dopo la chiusura della discarica di Malagrotta (2013) sotto la guida di Zingaretti, in un continuo rimpallo di responsabilità con Roma Capitale, il Lazio ha sofferto l’assenza di soluzioni strutturali efficaci per la gestione degli impianti e del ciclo dei rifiuti, con piani spesso rimasti sulla carta e poche risposte concrete.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 12 Feb 2026 04:27:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Gianluca De Rosa</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-12T04:27:00Z</dc:date>
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      <title>Il sesso, l’arte e l’addio: il lato segreto del viaggio romano di Goethe</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/roma-capoccia/2026/02/07/news/il-sesso-l-arte-e-l-addio-il-lato-segreto-del-viaggio-romano-di-goethe-8619154/</link>
      <description>&lt;p&gt;Partire sarà pure un po’ morire, come recita la saggezza popolare, ma dopotutto la morte stessa non è altro che una declinazione dell’erotismo. &lt;strong&gt;Bataille, tra le pagine de “L’erotismo”, lo ha scritto in maniera cristallina e i francesi, quelli dell’orgasmo definito “piccola morte”, nella loro ellissi di filosofia libertina che va da Sade a Klossowski, la sapevano lunga.&lt;/strong&gt; Ma non si parlerà qui di francesi ma del più famoso tra i tedeschi delle lettere; &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/tag/johann-wolfgang-goethe/"&gt;Goethe&lt;/a&gt;. E, nel particolare, di una porzione tra le più peculiari del celebre viaggio a Roma dell’autore del “Faust”. Ne scrive con dovizia di particolari &lt;strong&gt;Attilio Brilli&lt;/strong&gt;, uno dei massimi conoscitori della letteratura di viaggio, che a questo episodio dedica un capitolo del suo bel volume “Storie segrete del viaggio in Italia”, edito da Il Mulino. &lt;strong&gt;Il libro denuda, appunto, i lati più scabrosi, libertini e lunari dei letterati che sciamavano in Italia, in ogni città, ad ogni latitudine, per abbeverarsi di storia, arte, cultura, mito e godimento sessuale.&lt;/strong&gt; Non turismo sessuale, diremmo, ma parte essenziale del tutto, considerando che con sublime e suprema malinconia, riflettendo anni e anni dopo il suo soggiorno capitolino, Goethe annoterà “posso dire che solamente a Roma ho sentito cosa voglia dire essere un uomo”.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;La frase, potente e suggestiva, se letta alla luce dei suoi resoconti di viaggio, gli stessi che ebbero modo di leggere Charlotte von Stein e i componenti della corte del Ducato di Weimar, appare come vigorosa sublimazione di una scoperta quasi mistica, di una elevazione e di una realizzazione individuale. Ma nell’ombra, tra le pieghe del non detto e del comunque storicamente acclarato, quel riferimento a cosa voglia davvero dire esser uomo assume anche altre connotazioni. &lt;strong&gt;Goethe era solito accompagnarsi a popolane e a modelle degli studi d’arte, che a quanto riportano le cronache locali, scandagliate con cura speleologica da Brilli, il letterato germanico manteneva con generosità e prodigalità.&lt;/strong&gt; Goethe era giunto nella Capitale sotto falso nome, al fine di vivere e vedere la vera città e non esser così risucchiato dall’abisso dei salottini nobiliari e dai cenacoli intellettuali. Questa condizione di privilegio, unione di disponibilità economica, bellissima abitazione con vista a grandangolo sulle meraviglie del centro, vagare ramingo anche sotto l’ombra perlacea della luna, aveva fatto di Goethe non solo un raffinato osservatore delle bellezze e del carnale pulsare della città, di cui comunque annoterà anche i lati meno commendevoli, ma pure dei piaceri e del godimento che era possibile ricavare da conoscenze continue. &lt;strong&gt;L’unica apertura pubblica al rivelare parte dei suoi piaceri sessuali romani, la rinveniamo nel carteggio tra Goethe e il duca Carlo Augusto: il sesso, annota Goethe e il Duca vigorosamente concorda con lui, è un sano esercizio ginnico-spirituale, capace di rinfrancare la carne e la mente.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;In una lettera datata 16 febbraio 1788, Goethe indossa le metaforiche e metafisiche vesti di Sade e, parlando di una donna di rara bellezza e di ancor più accentuata piacevolezza, espone l’impossibilità di rinunciare al fare “piacevoli passeggiate nel suo boschetto fiorito”. &lt;strong&gt;A Roma, Goethe intesserà talmente tante relazioni da finirne avviluppato, come nel centro di una ragnatela. Fili che si annodano e che sbrogliare si rende sempre più complesso. E la partenza si traduce in tristezza e in malinconia, innegabilmente acuite da un episodio in particolare: l’incandescente relazione con la milanese ma romana d’adozione Maddalena Riggi. &lt;/strong&gt;La Riggi e Goethe legano in modo profondo, lui la introduce all’arte, alle letture, perfezionando la cultura della bella ragazza. Il tedesco inizia ad avvertire che quel legame è molto più profondo di quanto possa apparire. E poi, però, l’imprevisto crudele. Una sera, per caso, Goethe è a colloquio con alcune dame che ricamano un vestito nuziale. “E’ per la promessa sposa” dicono loro, e lui capisce che la promessa sposa è proprio la Riggi, che gli aveva nascosto il dolorosissimo particolare. &lt;strong&gt;Un precedente vincolo che spezza quell’amore.&lt;/strong&gt; E sarà proprio quello smacco a far dire a Goethe “sarebbe singolare che ti toccasse, proprio qui a Roma, un destino come quello di Werther!”. E l’addio alla Riggi coinciderà con l’addio alla Città eterna. Fortunatamente però non alla vita e all’amore.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 07 Feb 2026 09:24:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Andrea Venanzoni</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-07T09:24:00Z</dc:date>
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      <title>Supermagic torna dall’8 febbraio con “Elementi”: illusioni, risate e stupore</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/roma-capoccia/2026/02/07/news/supermagic-torna-dall-8-febbraio-con-elementi-illusioni-risate-e-stupore-8619477/</link>
      <description>&lt;p&gt;“It’s a kind of magic…”, cantavano i Queen e Freddie Mercury. Beh, qui la &lt;a href="https://www.ilfoglio.it/cultura/2026/01/05/news/maghi-di-idee-magia-e-sapere-nel-rinascimento-8492031/"&gt;magia&lt;/a&gt; c’è tutta, dall’inizio alla fine. Per due ore di puro divertimento ed evasione assoluta, con uno spettacolo che non si vede tutti i giorni. Parliamo di &lt;strong&gt;Supermagic&lt;/strong&gt;, lo &lt;strong&gt;show di magia e illusionismo giunto alla 22esima edizione&lt;/strong&gt;, che quest’anno ha come filo conduttore “Elementi”, ovvero acqua, aria, terra e fuoco. E quest’anno per la prima volta l&lt;strong&gt;o show uscirà dalla città dove è nato, Roma, per fare tappa anche a Torino&lt;/strong&gt;, città magica ed esoterica per antonomasia.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Ogni anno lo spettacolo cambia e cambiano gli artisti: quest’anno sono 16 provenienti da sette Paesi, un sapore quindi molto internazionale. Il bello, nel vedere all’opera i maghi, è che ogni artista ha uno stile diverso. Ci sono quelli più “drammatici”, come il canadese Darcy Oake, che si fa legare e intrappolare con la testa sott’acqua e il pubblico sta 3 minuti in ansia col fiato sospeso sperando che riesca a liberarsi. Oppure Paolo Carta &amp;amp; Sara, che si esibiscono nel famoso numero della donna segata in due. Poi ci sono quelli più “brillanti”, che virano verso la comicità, per esempio l’artista tedesco Topas, che coinvolge in maniera simpatica il pubblico, e il francese Jimmy Delp, che si presenta con il look quasi clownesco. Perché la magia è comunque “un’arte teatrale dove ogni perfomer interpreta un personaggio, che poi può cambiare nel corso della carriera”, viene spiegato. Ma la magia fa anche sognare, come il numero di Matteo Fraziano, che cattura gli spettatori con i suoi giochi di ombre con le mani, dove riesce a far cantare pure John Lennon. Notevoli sono pure le ombre create dall’illusionista francese Xavier Mortimer. Manipolazione e simpatia è invece la carta vincente del giovanissimo tedesco Maurice Grange. Mentre più tradizionali, ma comunque stupefacenti con colombi e pappagalli, sono Jay Niemi &amp;amp; Jade.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;C’è anche molta musica. Il pubblico resta spesso a bocca aperta: si ride, si applaude e ci si diverte. Tra un’esibizione e l’altra ci sono poi danze e performance, con un corpo di ballo che consente di preparare il palco per il numero successivo. E ad esibirsi è anche il conduttore e ideatore dello show, Remo Pannain, avvocato penalista con la grande passione per la magia. Che nel 2003 insieme ad alcuni amici si è inventato Supermagic. “Lo show cambia ogni anno, scegliamo un filo conduttore e selezioniamo i maghi, che andiamo a scovare ovunque: nei festival, in tv, sul web e nei locali in giro per il mondo. Negli ultimi anni nella magia c’è stata un’evoluzione nei materiali e le esibizioni si sono un po’ velocizzate, anche per essere postate sui social. Per il resto, non è cambiato nulla, perché la magia si basa sempre sul provocare emozioni e stupore nello spettatore. La grande magia dal vivo è inattaccabile dall’intelligenza artificiale…”, osserva Pannain. Che sta già lavorando alla preparazione dell’edizione 2027. Basti pensare che nelle 21 edizioni passate si sono esibiti 130 artisti di fama mondiale davanti a un totale di 280.000 spettatori, con la Fédération Internationale des Sociétés Magiques che ha nobilitato Supermagic col titolo di “Migliore spettacolo di magia”. L’arte magica ha diverse specializzazioni: manipolazione, prestidigitazione, grande illusionismo, mentalismo, cartomagia, micromagia, eccetera. Supermagic non è solo un evento annuale, ma anche un sito con dentro molte cose, tra cui un’accademia di magia per iniziare o specializzarsi. Insomma, se il vostro sogno è sempre stato quello di seguire le orme di Silvan, Alexander o Tony Binarelli, non vi resta che gettare il cuore oltre l'ostacolo e provare. Ma ci sono ancora giovani che vogliono fare i maghi? “Sì, certo. Però ci vuole una grande passione: bisogna allenarsi, sacrificarsi e studiare. In questo modo si può diventare buoni prestigiatori. Per diventare grandi ci vuole il talento, anche quello però va sempre allenato”, sostiene Pannain. Che nella sua vita a un certo punto si è trovato di fronte a un bivio: fare il mago o l’avvocato. Ha scelto il diritto, senza però rinunciare alla sua passione per la magia. Supermagic sarà all’Auditorium della Conciliazione fino a domenica 8 febbraio. Poi il 13, 14 e 15 febbraio sarà al Teatro Alfieri di Torino. (Info su &lt;a href="http://www.supermagic.it"&gt;www.supermagic.it&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 07 Feb 2026 07:35:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Gianluca Roselli</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-07T07:35:00Z</dc:date>
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      <title>Una app per amico, “Per Roma con Gualtieri”.</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/roma-capoccia/2026/02/05/news/una-app-per-amico-per-roma-con-gualtieri--8619486/</link>
      <description>&lt;p&gt;Un logo tondo, un disco che rimanda alla storica icona della metropolitana di Londra, ma con la scritta “Gualtieri” al posto di “underground” e i colori rosso e blu disposti al contrario, con una punta di giallo a far da contorno: è &lt;strong&gt;la app “Per Roma con Gualtieri”, scaricabile da ieri sul cellulare e con Qr code da omonima piattaforma&lt;/strong&gt;. E’ già attiva per le registrazioni, ma non ancora operativa nelle sezioni “parla con il sindaco” (chat con cui i cittadini possono avanzare proposte, domande, dubbi e critiche) e nell’area della raccolta fondi. Ma è la prova generale telematica dell’evento di lunedì 9, quando quasi duemila persone si riuniranno con il sindaco dem Roberto Gualtieri al Brancaccio per il lancio ufficiale di piattaforma e app, strumenti presentati come primo passo verso una massiccia operazione di scouting dei volontari (da scegliere prossimamente prima online, tramite autocandidatura, e poi con colloquio dal vivo). Ma è anche la partenza ufficiosa, anche se molto preventiva, di quella che sarà la vera e propria campagna elettorale per il bis capitolino a cui Gualtieri punta, specie dopo l’anno d’oro del turismo, del Giubileo, delle nuove stazioni archeologiche e della candidatura di Roma a sede dell’Autorità doganale europea (tanto più mentre a destra è partita la corsa al nome che possa “allargare” la platea dei futuri votanti, tra cui quello del leader di Azione Carlo Calenda – che ha smentito al grido di “fantascienza”). Ma a chi pensa che sia l’accelerazione nell’altro fronte a suggerire a Gualtieri la nuova app, gli addetti rispondono che l’idea risale a mesi fa, e che l’intento è quello di costruire una rete di “preparazione”, attraverso la selezione di persone che dovranno scandagliare il territorio porta a porta, secondo lo schema dal basso delle campagne elettorali americane (di cui, raccontano, il sindaco ha parlato spesso con il deputato dem romano Claudio Mancini, esperto di campagne oltreoceano e veterano del partito vecchio stile ex Pci-Pds-Ds). E dunque lunedì, alle 17, la piattaforma si schiuderà davanti agli occhi del “popolo di Gualtieri”, circa 1800 cittadini prenotati che, se vorranno, potranno rispondere al questionario esplorativo elaborato con l’AI. Secondo step: la creazione di una redazione di volontari che risponderà ai quesiti e si occuperà di veicolare attività e raccolta fondi secondo un modello molto tecnologico (ma che rimandi pur sempre alla modalità “partito d’antan che gira casa per casa”).&amp;nbsp;&lt;br&gt; &amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 05 Feb 2026 04:45:00 GMT</pubDate>
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      <title>Asse Gualtieri-Schlein: un ministero per la Casa</title>
      <link>https://www.ilfoglio.it/roma-capoccia/2026/02/05/news/asse-gualtieri-schlein-un-ministero-per-la-casa-8619793/</link>
      <description>&lt;p&gt;Quattro miliardi di investimenti, realizzazione di nuovi alloggi, ristrutturazione di quelli oggi inagibili e agenzie locali per il diritto all’abitare in grado di interfacciarsi con i privati. Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri oggi sarà al Nazareno insieme alla segretaria del Pd Elly Schlein. Obiettivo? Presentare il piano Casa del Pd. Non è un segreto che, dopo il salario minimo e la sanità, quello della casa è uno dei temi che la segretaria del Pd ha scelto per costruire il menù di proposte del suo partito da condividere con il campo largo. Una scelta motivata anche dalle difficoltà del governo a trovare le risorse per proporre soluzioni all’emergenza abitativa (il piano Casa è diventato uno dei grandi guai del vicepremier leghista Matteo Salvini). L’appuntamento è per oggi pomeriggio al Nazareno alle 15.30. Insieme al sindaco e alla segretaria ci saranno anche i capigruppo del Pd nelle due camere del Parlamento, Chiara Braga e Francesco Boccia, l’ex presidente della regione Lazio e capogruppo in Europa del Pd Nicola Zingaretti, la sindaca di Firenze Sara Funaro, il presidente della regione Emilia-Romagna Michele De Pascale, l’eurodeputata dem e presidente della commissione speciale Casa al Parlamento europeo Irene Tinagli e la segretaria dei Giovani democratici Virginia Libero.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Ma Gualtieri sarà un ospite speciale. Per una ragione molto semplice. Roma è la città d’Italia in cui l’emergenza abitativa è più sentita. Non è un caso che a occuparsi per il partito di questo tema, oltre a Piefrancesco Majorino, responsabile delle politiche abitative della segreteria, ci sia anche un ex assessore regionale laziale di zingarettiana provenienza, Massimiliano Valeriani. E’ a lui che Elly Schlein ha affidato il ruolo di coordinatore nazionale del forum per il diritto alla casa del Pd. “Noi – dice al Foglio Valeriani – presentiamo il nostro piano Casa, una proposta che va in netta discontinuità rispetto al passato e soprattutto rispetto a&amp;nbsp;quello che sta facendo, o meglio, non facendo la destra. E’ un tema che riguarda fasce di popolazioni sempre più ampie, specialmente i giovani”. Un problema che riguarda in particolar modo la capitale. “Senz’altro”, risponde Valeriani. “Il fenomeno dell’emergenza &amp;nbsp;abitativa si concentra nelle grandi aree urbane. &amp;nbsp;E Roma è in assoluto l’ambito più stressato. Si stimano &amp;nbsp;almeno settantamila case che andrebbero realizzate &amp;nbsp;per sostenere sia chi è in emergenza abitativa, attraverso l’edilizia residenziale pubblica, sia per dare una risposta ai &amp;nbsp;giovani e al ceto medio attraverso l’housing sociale. Anche perché il problema oggi &amp;nbsp;è che pure chi stava bene fino a qualche anno fa, oggi, all’improvviso,&amp;nbsp; si è impoverito. E il primo effetto è proprio sulla casa. Ciononostante la destra taglia&amp;nbsp;i bonus affitto e i fondi per la morosità incolpevole e annuncia da tre anni piani Casa sui quali però, anche nell’ultima finanziaria, non ha messo neppure un euro”.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;E quali sono, invece, le vostre proposte? Cosa annuncerete oggi? “Noi proponiamo un programma che si fonda su alcuni punti. Primo: una cura shock con un investimento di 4 di euro. In parte per realizzare nuovi alloggi e portare l’Italia ad avere almeno il 7,5 per cento di alloggi pubblici sul mercato degli affitti. Oggi siamo al 3,5, neanche la metà, con effetti inevitabili sui canoni di locazione. Un’altra parte dei fondi, invece, servirebbe per recuperare 100 mila alloggi pubblici già disponibili ma che non possono essere assegnati perché mancano i fondi per metterli a posto. Ma non finisce qui…”. Cos’altro avete in mente? “Il secondo punto è la costituzione di un &amp;nbsp;ministero della Casa che oggi non esiste e che servirebbe da un lato a dare più forza politica alla questione, dall’altro a far tornare lo stato a occuparsi di questo tema. Oggi invece gli enti locali sono lasciati soli. Inoltre è necessaria una strategia nazionale per le agenzie locali della case che devono diventare uno strumento cruciale di intermediazione tra pubblico e privato, anche acquisendo patrimonio edilizio già esistente”.&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;E le risorse dove pensate di reperirle? C'è una proposta sulle coperture? &amp;nbsp;“Tagliando alcune cose dalla riforma fiscale, chiudendo gli inutili centri in Albania e fermando l’aumento della spesa per l’acquisto di armamenti, ma anche le risorse che oggi la maggioranza ha concentrato sulla realizzazione di infrastrutture inutili come il Ponte sullo Stretto. Poi ci sono ovviamente i fondi europei che arriveranno proprio su questo argomento”.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 05 Feb 2026 04:12:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Gianluca De Rosa</dc:creator>
      <dc:date>2026-02-05T04:12:00Z</dc:date>
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