L’alta moda, Roma, l’indotto

Più di diecimila camere d'albergo prenotate in vista dei cinque giorni in cui i due stilisti porteranno i loro abiti in luoghi simbolo della città – e circa 2500 posti di lavoro creati ad hoc
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10 JUL 25
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Foto LAPresse

Tutti pazzi per Roma? Il mondo della moda quest’anno punta sulla capitale, tradizionalmente un po’ Cenerentola in questo campo rispetto a Milano, ma in chiave non puramente espositiva e commerciale. Dopo l’azione diretta di mecenatismo culturale di Maria Grazia Chiuri (dopo l’addio a Dior, la stilista ha voluto e curato la riapertura dello storico Teatro la Cometa, chiuso in periodo pandemico e comprato e ristrutturato da Chiuri e famiglia), nei prossimi cinque giorni gli stilisti Dolce&Gabbana, con un progetto di Alta Moda per Roma, e dopo il successo della mostra “Dal cuore alle mani” (prorogata al Palazzo delle Esposizioni fino al 13 agosto), renderanno i loro abiti parte dello scenario artistico e storico della città e dei suoi dintorni, con una sorta di viaggio itinerante in alcuni luoghi simbolo, dai Fori a Castel Sant’Angelo. Un viaggio preparato in un anno di lavoro e in collaborazione con l’assessore ai Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda Alessandro Onorato, impegnato anche, sul lato dem, e con la benedizione del guru pd Goffredo Bettini, nell’operazione “tenda riformista”, con coinvolgimento di sindaci e amministratori locali. L’arrivo dei grandi stilisti a Roma non è però soltanto un amplificatore di glamour. Dal Comune e della Regione (alcune iniziative si svolgeranno fuori Roma) si guarda infatti all’indotto: 10.500 stanze d’albergo già prenotate in vista dell’evento, decine di ospiti internazionali in arrivo, circa 2500 posti di lavoro a tempo creati ad hoc, e numerose aziende locali coinvolte come fornitori.