Roma capoccia

Fenomenologia del circolo Ondina, l'anti Aniene che si trova a Prati

Gianluca Roselli

Per chi vive o lavora in quel rione è diventato un punto di riferimento. La scelta vincente è stato aprirlo a tutti. Chiunque si può iscrivere con 110 euro al mese. I soci sono oltre 400, tra cui avvocati, magistrati, attori, calciatori, giornalisti e qualche politico

Per chi vive o lavora in Prati è diventato un punto di riferimento. E presto dovrebbero partire i lavori per ricostruire il barcone andato a fuoco il 12 febbraio 2020. Parliamo del Circolo Ondina, riaperto nel 2018 dopo una chiusura ventennale. Fondato nel 1935, era il dopolavoro della compagnia assicurativa Ina Assitalia (si chiamava Ond.Ina). Qui i dipendenti venivano a rilassarsi, a giocare a tennis e a carte. Poi la chiusura, a fine anni ‘90, e l’abbandono, fino a quattro anni fa, quando Generali, che ne aveva acquisito la proprietà, l’ha riaperto, affidandone la guida al campione di canottaggio Raffaello Leonardo. “Quando sono arrivato c’era una specie di  foresta amazzonica, con piante oltre i due metri”, racconta Leonardo. 


Siamo sul Lungotevere delle Armi, tra ponte Risorgimento e ponte Matteotti. E il circolo è diventato il “dopolavoro chic” del rione. Anzi: L’Aniene di Prati  o, se vogliamo, un anti-Aniene, dato che qui si fa vita  più spartana. “Si viene per il canottaggio, uno sport tornato di gran moda”, sostiene il presidente Leonardo, che di questo sport è stato campione, con cinque Olimpiadi, una medaglia di bronzo ad Atene 2004 e due campionati mondiali vinti. Ci sono poi l’immancabile padel, la bicicletta, running, yoga, pilates e fitness nei suoi 2.500 mq di area verde. E le attività sociali tipiche: cene, presentazioni di libri, iniziative di solidarietà. Ma il cuore resta lo sport. “La caratteristica del circolo è il sentirsi a casa: dopo lo sport ci si ferma per un aperitivo, quattro chiacchiere, una partita a tressette…”, dice il presidente.   


La scelta vincente è stata aprirlo a tutti. Chiunque si può iscrivere con 110 euro al mese. I soci sono oltre 400, tra cui avvocati, magistrati, attori, calciatori, giornalisti, qualche politico. Età media più bassa rispetto agli Esteri, ai Canottieri, al Tiro a Volo, al Tevere Remo: tra i 40 e i 60 anni. “Siamo diventato il circolo di Prati, adottati dal rione”, spiegano all’Ondina. Dove ricordano la gara di solidarietà dopo l’incendio. “Invece di diminuire, le iscrizioni sono aumentate”. Poi forse ha contato anche il Covid, con la necessità e la voglia di fare sport all’aria aperta quando le palestre erano chiuse. Si sente molto, però, la mancanza del barcone, che ricordava le antiche imbarcazioni sul Nilo, stile Agatha Christie: legno bianco, su due piani, col ristorante sul fiume. “Lo rifaremo più bello”.  
Per mettere un’imbarcazione sul Tevere occorre il via libera di una decina di enti diversi, tra cui comune, regione, municipio, Ente fiume, Capitaneria di porto. Si pagano le tasse come fosse un immobile, tra mille difficoltà, come sanno bene anche i proprietari del Baja e del Lian Club. “Noi facciamo la nostra parte tenendo puliti gli argini, ma vivendo il fiume ogni giorno vediamo tratti molto degradati e altri che andrebbero messi in sicurezza. Spero che il sindaco Gualtieri ponga nuova attenzione e cura verso il Tevere, che può essere un grande punto di forza turistico e sportivo della città”, sottolinea Leonardo. E’ una giornata di sole e i canottieri non mancano.   

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