Gualtieri e la tendenza (sinistra) al conclave

Il sindaco di Roma ha convocato tutti gli assessori, i consiglieri comunali e i presidenti di municipio fuori porta, sabato 19 febbraio, per ragionare sui prossimi sei mesi di governo della città
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18 FEB 22
Immagine di Gualtieri e la tendenza (sinistra) al conclave
Li ha convocati tutti fuori porta, sabato 19 febbraio. Assessori, consiglieri comunali, presidenti di municipio... Tutti insieme, chiusi da qualche parte a “ragionare sui prossimi sei mesi di governo della città”. E chissà se Roberto Gualtieri, il sindaco di Roma, farà come Vito Crimi, l’autoreggente dei 5 stelle, che due anni fa portò tutti ministri del M5s a mangiare frittatona di cipolle in un casolare di campagna tragicamente chiamato “Cobragor”.
Questa del conclave (o del ritiro), insomma questa ritualità sospesa tra politica e spogliatoio calcistico è una specie di ossessione a sinistra. I grillini ovviamente la satireggiarono rendendola comica, mentre al contrario il Pds-Ds-Pd tende più alla tragedia. Nel 2013 Enrico Letta riunì tutti i suoi ministri in un’abazia a Spineto. Si sa come finì. Massimo D’Alema, nel 1995, cercò di tagliare le giovane radici dell’Ulivo di Prodi in una Certosa, a Pontignano. Prodi, nel 1997, organizzo di rimando la resistenza contro le trame dalemiane riunendo tutta la sinistra in Toscana. A Gargonza. Un castello. Esperienza poi replicata nel 2007 alla reggia di Caserta, tra mozzarelle e auto blu. Ogni ritiro, un botto. Ma questa volta sarà diverso. Forse.