Roma Capoccia

Raggi e Appendino, le gemelle diverse

Simone Canettieri

Per la condanna della sindaca di Torino sono piovute parole al miele, mentre Virginia ha sempre rischiato di saltare dal Campidoglio davanti alle possibili sentenze negative. Due pesi e due misure nel M5s

Nella vicinanza “umana” a Chiara Appendino - condannata a un anno e sei mesi per i fatti di piazza San Carlo del 2017 - c’è di più del garantismo a scoppio ritardato del M5s. Per la sindaca di Torino è la seconda tegola giudiziaria nel giro di poco tempo (sei mesi per falso ideologico nel caso Ream). Le reazioni dei vertici del Movimento sono state uno spasso, se si pensa alla nota intransigenza quando ci sono di mezzo le aule dei tribunali. Benvenuti, tra gli essere umani dunque. Ma la cosa divertente è un’altra: le regole interne si applicano a seconda delle simpatie. Per Appendino oggi sono piovute - giustamente - parole al miele e solidali. Semplicemente perché fa parte dei giri che contano nel partito del vaffa. L’opposto dell’altra sindaca, Virginia Raggi, che invece ha sempre rischiato di saltare dal Campidoglio davanti alle possibili sentenze negative. Considerata da sempre un problema per i big grillini, un corpo estraneo, da eliminare magari per via giudiziaria. Raggi lo sa e infatti li detesta. 

 

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  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero, prima ancora Parma, Firenze e Viterbo, dove iniziò a 19 anni con un pezzo sul pattinaggio artistico. Ama i giornali, e soprattutto le notizie. Molto meno le bio. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.