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A Ostiense c’è la libreria Teatro Tlon, un po’ matta e un po’ filosofica

Quello di Roma non è un semplice negozio, ma fa parte di un progetto più ampio che comprende un’associazione culturale, una casa editrice e l’organizzazione di presentazioni e conferenze

2 Giugno 2019 alle 06:06

A Ostiense c’è la libreria Teatro Tlon, un po’ matta e un po’ filosofica

La libreria Teatro Tlon

Roma. Può una libreria essere filosofica? Non solo nel senso di vendere libri di filosofia ma di voler creare una sorta di comunità, come avveniva nell’antica Grecia? L’obbiettivo è ambizioso e per avere una risposta vi consigliamo di fare un giro alla Libreria Teatro Tlon. Sottotitolo: “il tempio dell’immaginazione”. Ci troviamo in un groviglio di strade della zona ostiense, a pochi passi c’è l’ex stazione ora riconvertita in Eataly e lì vicino ci sono i locali cool della nuova movida intorno a Via del Porto Fluviale. Qui alcuni ragazzi ultratrentenni (nessuno arriva ai quaranta), tutti laureati in filosofia, nel 2016 hanno deciso di aprire la libreria Tlon, che non è un semplice negozio, ma fa parte di un progetto più ampio di divulgazione filosofica che comprende un’associazione culturale, una casa editrice e l’organizzazione di presentazioni e conferenze.

 

Tlon è il nome che in un suo racconto Jorge Luis Borges ha dato a un pianeta immaginario abitato da una comunità di illuminati. La libreria è dotata di un palchetto dove, quasi ogni giorno, c’è un evento: la presentazione di un libro, una conferenza, una lettura narrativa che spesso diventa rappresentazione teatrale. “Aprire la libreria è stato un atto profondamente filosofico, perché chi viene qui può comprare un libro e andarsene oppure arrivare all’acquisto dopo una chiacchierata con qualcuno di noi, approdare alla lettura attraverso un percorso. Anche parlare con le persone è un atto filosofico”, racconta Michele Trionfera, 35 anni, laureato alla Sapienza. Attenzione, però, non stiamo parlando di un luogo snob, settario o barboso, per gli addetti ai lavori. Tutt’altro. “Il nostro obbiettivo è la divulgazione filosofica: portare la filosofia fuori delle mura accademiche per farla tornare per strada, nella piazza, nell’agorà. Così da attirare l’attenzione di un pubblico più vasto, senza però banalizzarla o abbassare il livello”, continua Michele. Filosofia come “sguardo attivo sul mondo”, che “entra nella quotidianità delle persone”, spiegata con “un linguaggio divulgativo e contemporaneo”.

 

Così è nata una scuola di filosofia: un ciclo di “lezioni di meraviglia, viaggi tra filosofia e immaginazione”, che sono diventate poi un testo di Maura Gancitano e Andrea Colamedici. O le serate su Platone. O quelle sui grandi filosofi del ’900. In questi giorni sono in corso una serie d’incontri sul sessismo, prendendo spunto dal libro “Non sono sessista, ma…”, di Lorenzo Gasparrini, che analizza le forme di sessismo insite nel linguaggio contemporaneo. Maura e Andrea, molto attivi anche sul web, a Radio Rock tempo fa invece hanno messo in scena una serata dedicata all’influenza di alcuni filosofi (specialmente Gurdjieff) sui testi di Franco Battiato, inframmezzata da momenti musicali dal vivo.

 

“Lo sguardo filosofico riguarda ogni campo dell’attività umana, per questo qui abbiamo libri assai variegati, dalla politica alla pedagogia, dall’esoterismo alla narrativa fino alla poesia, ma sempre con qualcosa di attinente alla filosofia. Che serve a decrittare la realtà che ci circonda, ma anche a capire meglio noi stessi”, spiega Nicola Bonimelli, 34 anni, fondatore dell’associazione insieme a Gancitano e Colamedici. Gli altri protagonisti del progetto sono Andrea Pizzari e Matteo Trevisani.

 

Alcune sere (la libreria apre alle 16 fino a circa le 23) c’è la lettura di tarocchi filosofica: attraverso le carte e il dialogo si possono mettere a fuoco alcuni aspetti di sé. Molto divertente, di recente, è stato lo spettacolo astrologico “Io vergine, tu pesci?”, tratto da un testo di Giuseppe Sorgi. Poi, come in ogni libreria che si rispetti, c’è pure il book club: si sceglie un testo e se ne discute col pubblico. Piccolo giro tra gli scaffali: “Il codice dell’anima” di James Hillman; “Tutto è vero, niente è possibile. Avventure nella Russia moderna” di Peter Pomerantsev; “La stella nera. Magia e potere nell’era di Trump” di Gary Lachman; “I sovranisti” di Bernard Guetta; “Il primo dolore” di Melissa Panarello (fu Melissa P); “Storie della buona notte per le bambine ribelli”, di Elena Favilli e Francesca Cavallo. “La filosofia può aiutare la fioritura personale, ovvero a sviluppare i propri talenti e le proprie vocazioni non in senso individualista, ma in armonia con il resto del mondo. Al centro deve sempre esserci un senso di comunità”, conclude Nicola. Di recente è stata realizzata anche una web serie, “Spin doctor”. Avventure di un gruppo di comunicatori politici sullo stile di Boris. Si ride molto, con intelligenza. Per chi pensa che i filosofi siano noiosi.

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