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Non ci deve essere mai più un'altra Desirèe

Spente le telecamere spariti i politici. Ma San Lorenzo non si salva con la polizia. Storia di un piano ostacolato

Alberto Brambilla

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brambilla@ilfoglio.it

3 Marzo 2019 alle 06:00

Non ci deve essere mai più un'altra Desirèe

Roma. Sono passati quattro mesi da quando a Desirèe Mariottini, 16 anni, è ceduto il cuore in una baracca abbandonata da anni nel quartiere di San Lorenzo dopo ore di sevizie da parte di quattro tossicodipendenti africani, che hanno ritardato a chiamare i soccorsi per paura di finire in galera. A Desirèe erano state anche somministrate sostanze stupefacenti procuratele, in un contesto di degrado inaccettabile, da una conoscente, Antonella Fauntleroy, cittadina del Botswana di 21 anni, arrestata il 14 febbraio scorso.

  

San Lorenzo a due mesi dalla morte di Desirée Mariottini

Gli spacciatori sono sempre lì come le baracche in via dei Lucani, il commissariato non ha agenti, però è vietato vendere birra

  

I giorni seguenti alla morte della ragazza, il 19 ottobre, hanno promesso di occuparsi della situazione sia rappresentanti politici locali, il sindaco Virginia Raggi, sia nazionali, il vicepremier Matteo Salvini arrivato in Via dei Lucani 22, il teatro dell’orrore. Il locale è sotto sequestro ma ultimamente si sono registrate effrazioni, significa che quanto accaduto potrebbe facilmente ripetersi.

   

Tuttavia non serviva il decesso della minorenne arrivata dalla provincia di Latina per accorgersi della condizione degradata in cui versa da decenni il quartiere a poche centinaia di metri dalla stazione Termini. Un posto nel quale lo spaccio di droga è un’attività criminale comune sia nelle piazze semibuie sia nei palazzi privati.

   

Al di là della vigilanza più intensa da parte delle forze dell’ordine nelle strade, dei pressanti controlli su circoli ricreativi e sui locali notturni e il divieto di somministrare alcolici in serata, in queste ultime settimane non è cambiato granché. A parte il fatto che gli esercenti del posto lavorano meno di prima. Perché anche la movida si è spenta.

  

E infatti, a chi capitasse di passare a San Lorenzo ancora adesso, non sfuggirebbero i frequenti sequestri di modeste quantità di cannabinoidi da parte di agenti dell’unità cinofila a gruppi di ragazzi. Né tanto meno risulterebbe raro, al passante, sentirsi offrire cocaina da pusher professionisti.

   

Il problema non è soltanto il controllo poliziesco del territorio, ma sono soprattutto l’abbandono e il degrado diffuso che in questi anni hanno consentito la sottrazione permanente di porzioni del quartiere alla cittadinanza a vantaggio di attività criminali. Tra il 2013 e il 2015 diverse associazioni di cittadini, assieme ai rappresentanti del comune, avevano discusso di un progetto di riqualificazione urbana che non ha mai avuto seguito malgrado sia previsto persino dal piano regolatore.

   

Le zone coinvolte dal progetto di riqualificazione sono proprio quella di Via dei Lucani (dov’è morta Desirèe) e la vicina zona della “ex dogana”.

  

La zona di Via dei Lucani è un susseguirsi di ex botteghe abbandonate di proprietà di soggetti privati che hanno murato gli ingressi per evitare effrazioni in attesa di buone occasioni di vendita, che tuttavia non si manifestano da decenni dal momento che l’area di dodici mila metri quadrati è in quello stato di abbandono dalla fine degli anni Sessanta. Un’altra porzione più ridotta è invece di proprietà del comune (vedi piantina).

   

Negli anni San Lorenzo non ha mai visto nascere quelle strutture e quegli spazi di servizi per i cittadini discusse nell’ambito dei progetti di valorizzazione. Per esempio un parco lungo le mura aureliane “Giardino delle Mura”, un impianto natatorio, le piste ciclabili o i percorsi benessere.

  

L’altra area di riqualificazione prevista dal piano regolatore è quella della “ex dogana” di proprietà della Cassa depositi e prestiti e del fondo immobiliare fiorentino Fingen, unite nella società Residenza Immobiliare, che ha stipulato un contratto di vendita con l’olandese The Student Hotel. Il progetto è di costruire una residenza universitaria, aperta anche ai non studenti, con spazi di coworking e accessibile al pubblico per quanto riguarda il piazzale all’aperto. Oggi nella ex dogana le società “L’attimo fuggente” e “Spazio temporaneo” organizzano concerti in stile rave ed eventi diurni nei fine settimana; il resto del tempo lo spazio non è accessibile (tranne in rare occasioni). Le due società bloccano abusivamente un’area di circa 15 mila metri quadrati. Il contratto di affitto temporaneo è scaduto e lo sfratto è stato convalidato a inizio anno. È in corso un contenzioso con la Mondo Mostre, ovvero la società che aveva subaffittato l’area agli attuali occupanti, la quale, a sua volta, aveva un contratto di affitto a uso temporaneo con la Residenziale immobiliare, il cui azionista di maggioranza è Cdp. Residenziale Immobiliare dovrebbe ottenere il permesso di costruire per la realizzazione dello studentato a marzo, ma per perfezionare l’operazione con la società olandese, che investirebbe per riqualificare la zona, deve rientrare in possesso dell’intero complesso. L’opposizione della Attimo fuggente e della Spazio temporaneo rischia di fare fuggire l’investitore per sempre.

   

   

A Firenze gli olandesi hanno intenzione di recuperare l’ex area industriale Fiat al momento in stato di abbandono e diventata una specie di lago per infiltrazioni della falda acquifera. Ne vogliono fare uno studentato.

  

La residenza universitaria in San Lorenzo, quartiere prossimo alla Sapienza, avrebbe disponibilità di 439 camere con servizi come aule studio, palestra, cucine comuni, ristorante e biblioteca mentre la piazza centrale può essere utilizzata per concerti, eventi e mercatini domenicali – come avviene oggi. Per le aree esterne il progetto prevede uno spazio verde a uso al pubblico, con duecento alberi, al quale si può accedere dal Viale principale dello Scalo San Lorenzo. L’investimento previsto da The Student Hotel è nell’ordine dei 90 milioni di euro di cui 4 milioni da corrispondere al Comune di Roma come oneri di urbanizzazione; nella speranza che vengano riutilizzati nella stessa zona, magari nella parte adiacente a Via dei Lucani che è di proprietà comunale.

  

Quello in corso è un progetto di riqualificazione pubblico-privato che sulla carta è differente dalle precedenti speculazioni edilizie realizzate nel quartiere senza compensazione alcuna per una cittadinanza comprensibilmente scoraggiata. Può essere un inizio, non soltanto simbolico, per tentare di fermare il degrado in modo permanente. Non è la sorveglianza poliziesca a potere debellare attività criminali e borderline, ma una complessiva attività di rigenerazione in un quartiere frequentato soprattutto da studenti e con una demografia in lieve miglioramento per il recente trasferimento di giovani coppie con figli, i quali nel giro di pochi anni saranno adolescenti com’era Desirèe.


La s.r.l. Attimo Fuggente ci ha inviato la seguente rettifica in ordine all’articolo “Non ci deve essere mai più un’altra Desirée”, pubblicato il  3.3.2019.

  

L'articolista, con riferimento al complesso immobiliare Ex Dogana nel quartiere San Lorenzo di Roma afferma che la società Attimo Fuggente lo utilizzerebbe per organizzare concerti (stile rave) ed eventi nel fine settimana, lo starebbe occupando abusivamente, avrebbe un contenzioso a riguardo con la società Mondo Mostre (già affittuaria  degli spazi) ed infine con il suo comportamento (di mancato rilascio) rischierebbe di far fuggire l'investitore (società olandese interessata a costruire un Hotel di lusso per studenti).

Le affermazioni in questione non rispondono in alcun modo a verità e sono dunque destituite di ogni fondamento. La scrivente non detiene e/o occupa in alcun modo e neanche in minima parte spasi presso Ex Dogana, non ha ivi organizzato né organizza concerti o eventi, non ha a riguardo alcun procedimento pendente con Mondo Mostre o altri. Essa ha nel passato unicamente svolto alcune attività di servizio (ristorazione-bar) a favore dei detentori (Mondo Mostre Skyrà e Spazio Temporaneo) in forza di specifici incarichi. 

Il coinvolgimento senza fondamento della scrivente società in un contesto volto a gettare discredito mediante accreditamento di presunti abusi e attività illecite appare particolarmente grave e per questo riserva fin da ora di agire in ogni sede a tutela delle proprie ragioni. 

 


 

La s.r.l. Spazio Temporaneo ci ha inviato la seguente rettifica in ordine all’articolo “Non ci deve essere mai più un’altra Desirée”, pubblicato il 3 marzo 2019

 

Nell’articolo in questione, si afferma che Spazio Temporaneo starebbe occupando abusivamente i locali denominati ex Dogana nel quartiere San Lorenzo di Roma utilizzandoli per organizzare concerti (stile rave) ed eventi nel fine settimana, in questo modo rischiando di far fuggire l’investitore (società olandese) interessato a costruire un Hotel di lusso per studenti nell’area ex Dogana.

In realtà, Spazio Temporaneo srl, utilizzatore e gestore degli spazi Ex Dogana (in uno con la società Mondo Mostre Skyrà per la parte adibita in precedenza a Planetario), ha richiesto al Tribunale Civile di Roma di veder riconosciuta la propria qualifica di co-conduttore nel contesto di un contratto di locazione con la società Residenziale Immobiliare 2004 spa (proprietaria del bene) sottoscritto il 4 gennaio 2017. Ha altresì contestato la liceità della apposizione di un termine contrattuale più breve della durata legale (sei anni più sei in vece della durata di anni due) e chiesto la sospensione della esecutività del provvedimento di finita locazione per la scadenza transitoria (4 gennaio 2019) ottenuto da Residenziale Immobiliare in assenza della scrivente. Il Giudice incaricato Dott.ssa Maria Flora Febbraro della VI sezione civile del Tribunale di Roma, con provvedimento pubblicato il 6 febbraio 2019, accogliendo l’istanza di Spazio Temporaneo srl, ha disposto la immediata sospensione della esecutività nelle more della successiva discussione processuale.

La scrivente non sta commettendo quindi alcun abuso e a contrario è essa che ha sottoposto al vaglio della magistratura comportamenti ritenuti un abuso perché vengano correttamente qualificati con le conseguenze del caso. Va infine aggiunto che l’attività realizzata in ex Dogana negli ultimi tre anni da Spazio Temporaneo srl (società di giovani imprenditori con impiego di oltre 200 persone under 35) è consistita nel dare ospitalità ad artisti contemporanei di livello nazionale e internazionale; nel realizzare eventi musicali di musica classica (con stabile orchestra e coro) contemporanea, dance, rock; nel dar vita a eventi di cinema e teatro gratuito; nel condividere scelte con gli abitanti del quartiere San Lorenzo per ovviare a manifestazioni che avessero impatto negativo e per mettere a disposizione spazi per il volontariato, la disabilità, la formazione, la socialità; nel promuovere attività per la conservazione del sito Ex Dogana in ragione delle grandi valenze storiche e architettoniche. 

Alberto Brambilla

Alberto Brambilla

Nato a Milano il 27 settembre 1985, ha iniziato a scrivere vent'anni dopo durante gli studi di Scienze politiche. Smettere è impensabile. Una parentesi di libri, arte e politica locale con i primi post online. Poi, la passione per l'economia e gli intrecci - non sempre scontati - con la società, al limite della "freak economy". Prima di diventare praticante al Foglio nell'autunno 2012, dopo una collaborazione durata due anni, ha lavorato con Class Cnbc, Il Riformista, l'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) e il settimanale d'inchiesta L'Espresso. Ha vinto il premio giornalistico State Street Institutional Press Awards 2013 come giornalista dell'anno nella categoria "giovani talenti" con un'inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena.

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