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La sfilata di AltaRoma in una ex rimessa di Atac

L’orrore puro? Crepe, caos e macchie di umidità sulle pareti e in sala stampa. Tutti “amerigani” e puzza di fritto

3 Febbraio 2019 alle 06:00

La sfilata di AltaRoma in una ex rimessa di Atac

L'ex rimessa di Atac dove si è svolta l'edizione di AltaRoma (Immagini prese fa Facebook)

Non ce la possiamo fare. Ogni volta che accade (ed è raro) qualcosa di nuovo che potrebbe portare, finalmente, un briciolo di internazionalità, si finisce sempre con lo stare peggio di prima. Mentre un gregge di pecore bruca l’erba indisturbata nel parcheggio Rai di Saxa Rubra (la Raggi ha messo in pratica la sua geniale idea proposta lo scorso maggio?), una scritta – “Rome is my Runway” – posizionata su un’enorme parete illuminata di rosa (quando si dice, la finezza) attira la nostra attenzione. Siamo al Prati Bus District, su viale Angelico, nella Prati wannabe, e quel vorrei essere Williamsburg ma “gna’ faccio”, lo respiriamo per tutto il tempo, meno di un’ora, trascorso in quell’ex rimessa dell’Atac, l’azienda per la mobilità, trasformata per AltaRoma “nel nuovo centro creativo e artistico della Capitale”.

 

Dove? Sulla carta, sicuramente, perché in pratica, troviamo la solita disorganizzazione all’ingresso, bodyguard con la potenza concentrata tutta nei muscoli ma non nel cervello, impossibilità di vedere la sfilata nonostante l’invito (“nun c’è più posto, ce spiace”), crepe e macchie di umidità sulle pareti e in sala stampa, terrore che qualcosa possa crollare in quell’edificio degli anni Venti. Di sicuro l’interesse e la stima per quello che vi accade. Non aiuta la puzza di fritto in giardino (l’accoppiata sfilate/fish and chips ce la devono spiegare), né i nomi dei presenti, tipo Lalla’s, Morfosis o Les Yeux du Marquis. Meno male che c’è la musica del dj Daniele Greco a salvarci: fa ballare con una felpa gialla su cui campeggia la scritta “taxi”, il mezzo che prendiamo per scappare via da cotanta “poracciata”. Lo ritroviamo, sere dopo, al Coffee Pot di Trastevere con Lorenzo D’Elia per l’appuntamento cool, quello sì, del martedì, tra musiche dance dei cartoni animati, molto amati dalla cantante Emma, soprattutto “Creamy” e il suo “paripampu”, la sua magia, quella di cui, da queste parti, si avrebbe un gran bisogno.

Giuseppe Fantasia

È nato a L’Aquila, ma vive a Roma, ha una laurea in Legge, ma ha scelto di fare il giornalista. Scrive per l'HuffPost Italia, Marie Claire ed Elle Decor. Su Il Foglio si occupa delle pagine culturali, scrive di libri, arte e spettacolo e ogni giovedì c'è "Odo Romani far Festa", la sua rubrica da cui viene fuori tutto il meglio (e il peggio) delle feste della Capitale e non solo. GiFantasia su Twitter, @gifantasia, su Instagram

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