cerca

Non è Calenda

“L’ex ministro ha usato Roma per costruirsi una carriera. Di Maio sia serio”. Parla Vignaroli

15 Luglio 2018 alle 06:15

calenda

Carlo Calenda (foto LaPresse)

Roma. E’ estate, quindi a Roma è emergenza rifiuti. Stefano Vignaroli, deputato del M5s nato e cresciuto a due passi da Malagrotta, sorride appena, quando sente la battuta. Poi subito si fa serio, e rivendica la sua vittoria. “Martedì – esulta – abbiamo approvato alla Camera l’istituzione della commissione d’inchiesta sulle Ecomafie”.

 

Un’altra commissione d’inchiesta. Ce n’era proprio bisogno?

“Certo. E’ lo strumento più efficace che la Costituzione offre ai parlamentari per aiutare la magistratura nella ricerca della verità”.

 

E’ stato il primo provvedimento approvato in questa legislatura. Ma era davvero l’urgenza principale?

“Io ne sono orgoglioso. Avevo sempre rivendicato la guida di questa commissione, che ora finalmente vede la luce. Quello dei reati ambientali e degli illeciti nel ciclo dei rifiuti è uno dei problemi più gravi in Italia”.

 

Intanto, però, a proposito di immondizia, Roma è di nuovo in crisi.

“Certo, finché la regione Lazio non provvede a elaborare un nuovo piano, è difficile che qualcosa cambi sul serio”.

 

Zingaretti e soci dicono che in verità è la Raggi a non collaborare.

“Comune e Città metropolitana hanno già indicato i due siti per gli impianti di compostaggio, a Cesano e Casal Selce. Ma alla regione non sono soddisfatti: vorrebbero che si aprisse una discarica a Roma, cosa che è semplicemente impossibile”.

 

E però le altre province si sono stufate di dovere smaltire i rifiuti di Roma.

“In verità, quasi tutta l’immondizia romana finisce fuori regione. E poi le altre province dovrebbero sapere bene che Roma, per evidenti ragioni, ospita ogni giorno lavoratori e turisti residenti nel resto del Lazio, che di giorno lavorano o visitano la Capitale e nella Capitale producono rifiuti. Roma, insomma, fa già ampiamente la sua parte”.

 

Col M5s al governo del paese, si potrà risolvere il problema dei rifiuti in città?

“Ci si dovrà provare, certo. Sperando però che la regione cominci a collaborare e non sia invece d’ostacolo”.

 

E il “Tavolo per Roma” riaperto da Luigi Di Maio?

“Il ministro e la sindaca si sono incontrati, penso proprio che abbiano parlato anche di rifiuti”.

 

Sarà la volta buona?

“Il tavolo dovrà essere un progetto serio, alieno da ogni propaganda politica. Di esempi negativi ne abbiamo già avuti col tavolo voluto da Corrado Clini, che è finito in un nulla di fatto, e con quello lanciato da Carlo Calenda, il quale puntava più che altro a costruirsi un ruolo politico e una visibilità nel Pd sulla pelle dei romani”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi