Lombardi si Lega?

“L’alleanza tra M5s e Carroccio è preoccupante. In Lazio si procede un passo alla volta”. Parla Smeriglio

19 Maggio 2018 alle 06:17

I problemi d'ingombro nel M5s prima delle elezioni regionali nel Lazio

Roberta Lombardi (foto LaPresse)

Quel che è certo, a sentire Massimiliano Smeriglio, è che non sarà solo “per quieto vivere”, parafrasando il titolo del suo ultimo romanzo, che il centrosinistra e il Movimento 5 stelle manterranno la concordia in consiglio regionale. Del resto una cosa è la letteratura, e un’altra la politica. E il vicepresidente del Lazio, braccio destro di Nicola Zingaretti, lo mette subito in chiaro: “L’intesa che abbiamo cercato, alla Pisana, è per fare ciò di cui i cittadini hanno bisogno. Semmai sono stati i giornali, a travisare”.

 

In che senso, Smeriglio?

“Si è parlato di ‘alleanze’, di ‘luna di miele’. E invece si tratta di un’intesa sul programma”.

 

E ora che il M5s a livello nazionale stringe un accordo con la Lega, l’intesa tra Roberta Lombardi e Zingaretti può sopravvivere?

“Andrà verificato volta per volta, su ogni singolo provvedimento. Zingaretti è stato chiaro: cercheremo la convergenza sui vari temi in consiglio, coinvolgendo non solo il M5s, ma anche le altre opposizioni”.

 

Ma il centrosinistra laziale può fidarsi di un Movimento che guida il paese col centrodestra?

“Centrodestra? A me la Lega sembra piuttosto una destra lepenista. E questo senz’altro è preoccupante. Ma alla prova dei fatti, in consiglio regionale ognuno si assumerà la responsabilità delle proprie azioni”.

 

La Lombardi avrà le mani libere per scegliere autonomamente, senza imposizioni dai vertici nazionali?

“Questo va chiesto a lei. Ed è lei che eventualmente dovrà fare chiarezza coi suoi elettori. Ma d’altronde, mi pare che la Lombardi stessa non abbia mai parlato di alleanze, ma solo di convergenze programmatiche”.

 

Insomma, Smeriglio: al primo problema in un centro d’accoglienza laziale, voi che siete quelli per l’accoglienza, vi troverete a fare i conti con chi al governo italiano gestirà il problema dell’immigrazione con Salvini.

“E in quel caso valuteremo il da farsi, ma di certo noi non recederemo dai nostri valori”.

 

A proposito: lei e Zingaretti predicavate l’opportunità di dialogare coi Cinque stelle.

“E lo facciamo ancora. Dopodiché, il fatto che loro si alleino con la Lega non ci lascia indifferenti. Ma va detto che anche la chiusura dei vertici del Pd è stata incomprensibile”.

 

E’ stato Renzi, dunque, a spingere Di Maio tra le braccia di Salvini?

“No di certo. A spingere Di Maio nelle braccia di Salvini è stato innanzitutto Di Maio. Evidentemente i due si sono fiutati e si sono piaciuti. Ma se le premesse di quel che verrà vanno ricercate in quel surreale accordo di governo appena diffuso, mi pare evidente che nel Pd si sarebbe dovuto fare di più per scongiurare una simile alleanza”.

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