Così Raggi invita Lombardi a rompere con Zingaretti

Cara nemica ti scrivo. Vendetta o “si salvi chi può”?

Marianna Rizzini

Email:

rizzini@ilfoglio.it

17 Maggio 2018 alle 12:44

Così Raggi invita Lombardi a rompere con Zingaretti

Roberta Lombardi e Virginia Raggi (foto LaPresse)

Roma. La Nemesi corre via chat, nel brogliaccio che ha per oggetto il rapporto non proprio serenissimo tra Virginia Raggi, sindaco di Roma a cinque stelle, e Roberta Lombardi, già candidata del M5s alla presidenza della Regione Lazio, ora consigliere regionale di opposizione dialogante con il governatore pd Nicola Zingaretti.

 

Ieri infatti giungeva notizia (riferita dal Messaggero) di una frase lanciata via chat dal sindaco Raggi all’indirizzo di Lombardi, in cui si chiedeva dritto per dritto: “Roberta, quando sfiduci Zingaretti?”. Il messaggio, peraltro, era stato inviato dopo una riunione in cui le due primedonne del M5s romano avevano discettato di quanto l’intesa cordiale col governatore fosse poco praticabile ai fini dell’attuazione del programma grillino, specie sui temi casa e rifiuti. Ma evidentemente le visioni convergevano nella sostanza – non sulla tempistica. Delle due ex nemiche ritratte sorridenti a ridosso delle elezioni regionali, infatti, Raggi è quella meno interessata a veicolare un’immagine di parziale condiscendenza con Zingaretti, considerato anche il fallimento del dialogo a livello nazionale tra il M5s e il Pd.

 

Il sindaco, che con Zingaretti non trova pace proprio a partire dal tema rifiuti, e che dopo due anni di governo romano non smagliante ha difficoltà a giustificare le lungaggini, ha tutto il vantaggio a farsi vedere “dura e pura” di fronte a una base già spazientita dai due mesi di palude Di Maio-Salvini, tra apertura e chiusura di forni e colloqui naufragati a un metro dal porto. E a chi ricorda il veleno nascosto nelle frasi del sindaco in fase “regionarie”, a proposito della candidatura Lombardi, definita “una candidatura come tante” che “andrà votata”, e i mesi di baruffe tra lombardiani e raggiani ai margini del Campidoglio, l’sms svelato dal Messaggero pare l’atto mascherato di una piccola vendetta a freddo. Come dire: ora vediamo cosa succede quando sei tu in prima linea. La fazione-Raggi del M5s romano, infatti, non ha dimenticato le dichiarazioni anti-Virginia dispensate da Lombardi ai tempi della crisi nera capitolina, con dimissioni di assessori a catena e casi Marra e Romeo pendenti sulla testa della sindaca (per esempio: “Virginia ha avuto comportamenti non da M5s” o “Marra è il virus che ha infettato il Movimento”), e conserva memoria dell’opposizione interna a Raggi ai tempi della sua candidatura a sindaco (la fazione-Lombardi sosteneva Marcello De Vito). E anche se le nemiche erano parse improvvisamente amiche a fine dicembre, quando Raggi, incontrando la candidata Lombardi, aveva interrotto le ostilità al grido di “i nostri veri avversari sono fuori di qui”, sotto la pace forzata, visto anche il quadro nazionale di non dialogo M5s-Pd, il tiro alla fune sembra la via naturale del “si salvi chi può”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    17 Maggio 2018 - 13:01

    In Italia c'è stata una mutazione antropologica da nessuno presentita ma oggi imperante.Il grillini sono saltati e saltano fuori come i funghi e assomigliano sempre più ai Trifidi di memoria di Urania della Mondadori. Il costume e la psicologia delle masse non sono eterne e mutano ed anche quando promettono sventure il popolonzo applaude.

    Report

    Rispondi

Servizi