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Sui rom a Roma “il massimo che faranno è chiudere un campo in cinque anni”

La giunta Raggi punta sulla scolarizzazione. "Lo sanno che nei campi appena il 4 per cento dei bambini arriva alla terza media?”, dice Carlo Stasolla, presidente dell’“Associazione 21 luglio”

21 Aprile 2018 alle 06:09

Sui rom a Roma “il massimo che faranno è chiudere un campo in cinque anni”

Roma, il blitz della Polizia in un campo nomadi al camping River in via Tiberina (foto LaPresse)

Roma. Il “piano rom” varato dalla giunta Raggi a maggio 2017 ha un capitolo dedicato alla scolarizzazione in cui si parla addirittura di facilitare l’ingresso all’università. Ma di cosa stiamo parlando? Lo sanno che nei campi appena il 4 per cento dei bambini rom arriva alla terza media?”. Carlo Stasolla, presidente dell’“Associazione 21 luglio” è sconsolato dopo la pubblicazione dell’ultimo rapporto.

 

Cosa dice quel numero sul crollo della scolarizzazione dei bambini?

 

“La cartina di tornasole dello stato di sofferenza di una comunità è rappresentata sempre al meglio dalla condizione dei minori. Per questo quel dato è allarmante. E riguarda soltanto le iscrizioni a scuola. Aggiungiamo che mediamente su dieci iscritti solo due hanno una frequenza regolare, significa che una intera generazione si sta perdendo e che per recuperare questo gap servirà un tempo dieci volte più lungo. Di fronte a tutto ciò l’amministrazione non sta facendo nulla a livello di politiche scolastiche”.

 

Che significa per il futuro se i bambini nomadi non vanno più a scuola?

 

“Significa generazioni meno integrate e che anche i figli di questi bambini domani saranno meno motivati a frequentare le scuole. Significa matrimoni sempre più precoci. Significa, matematicamente, anche aumento della criminalità. II fallimento totale delle politiche di inclusione in una prospettiva da qui a venti anni”.

 

Il “piano rom” della giunta Raggi è stato varato un anno fa.

 

“Tre giorni dopo la presentazione, in una conferenza stampa noi ne annunciammo il fallimento. E fummo presi letteralmente a sassate da questa amministrazione con due assessori, Laura Baldassarre e Daniele Frongia, e la presidente della commissione politiche sociali Maria Agnese Catini che via Facebook ci attaccarono scatenando una campagna di odio fortissima. Purtroppo la nostra previsione si è puntualmente avverata. Se andrà tutto bene, e non andrà tutto bene, questa amministrazione riuscirà a superare un unico campo nella primavera del 2021. Questo è il massimo che riusciranno a fare? Chiudere un campo in cinque anni? Intanto i bambini crescono senza andare a scuola e le periferie soffrono la presenza dei campi”. 

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