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Elezioni e Vaticano

Il vescovo disilluso: “Ormai la gente ci ascolta predicare e nell’urna fa l’opposto di quel che diciamo”

10 Marzo 2018 alle 06:19

Elezioni e carciofi

Foto LaPresse

“A forza di dire che bisogna aprire di qua e di là le frontiere, siamo arrivati al punto che non ci votano più neanche le vecchiette che vanno alla messa feriale del mattino”, sbotta il vescovo italiano all’indomani delle elezioni che hanno consegnato l’Italia all’insolito duopolio grillin-salviniano. Il prelato ha poca voglia di mangiare, lui che ha marciato in piazza per anni difendendo i valori non negoziabili e tutto il resto assortito. “Che fosse finita un’epoca l’avevamo capito tutti e da un pezzo, ma che si consegnasse l’Italia a un sito internet guidato da un comico e a chi vuole portarci fuori dall’occidente a suon di battaglie xenofobe, è troppo”. Il vescovo dà un pugno sul tavolo dell’osteria mignon in zona Borgo Pio che fa dire qualcosa di non comprensibile al cameriere che porta in tavola un carciofo bisunto da dividere in due.

Chiedo al monsignore di chi sia la responsabilità di tutto questo. Risponde: “Anche nostra, anche nostra che non diciamo più nulla. Dispensiamo solo confetti perché così piace alla gente, pensando di diventare attrattivi e – me lo lasci dire – anche un po’ attraenti. Che illusi che siamo. Predichiamo dai pulpiti pensando di aver detto cose intelligenti e poi nel segreto dell’urna gli astanti che la domenica ci ascoltano fanno l’opposto. Qualche domandina andrebbe fatta”. A chi, eccellenza? “Anche al Papa, che non ha ben capito come stanno le cose qua”, sussurra mentre affonda il cucchiaio nella pannacotta ai frutti di bosco un po’ troppo congelata.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    11 Marzo 2018 - 17:05

    Renzi copi in itinere anche se tutti sappiamo, sapevamo che il Renzi si era appiattito più che sulla coscienza, sulla voscienza della curia romana. Questa fu, è stata la miopia politica di Renzi. Lo avevamo capito tutti che il problema migranti lo avrebbe asfaltato, odiato e cancellato ma, imperterrito ha continuato ad importare migranti anche al numero impressionante di diecimila al giorno. Ora vagano nelle città a vantaggio delle disgreganti e misere vittorie dei Salvini e Di Maio e disgrazia nostra. Il vescovo fa mea culpa ma lui mea culpa la fa da duemila anni e morto un papa ne fa un altro tra una panna cotta e una riflessione a babbo morto. Il vescovo prima di tutto è un prete e come prete si adatta e, a volte, le disgrazie se non le provoca le sostiene e peggio, le alimenta per poi pentirsene in osteria. A lui cosa importa, dorme in vaticano. Amen e casi nostri.

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  • Giovanni

    11 Marzo 2018 - 17:05

    Vi ascolta predicare? Non ne sarei tanto sicuro. Molta gente va a messa e lo fa spinta da un sincero bisogno di credere ma assai, troppo spesso le prediche dei sacerdoti sono spente, noiose, rituali e non coinvolgenti. Dopo un po' la gente non ascolta più e rimugina sui propri problemi. Questi sacerdoti purtroppo assomigliano a quei politici che intervistati dai giornalisti recitano a memoria la "poesiola" della loro eccellenza e quella del loro partito. E la gente non li ascolta più.

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