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Guerre pentastellari: tutto sul conflitto tra Lombardi e Fattori

Non solo Raggi. Alleanze trasversali, dispetti e sgambetti, storia di una competizione egotica nel M5s romano

18 Febbraio 2018 alle 06:10

Guerre pentastellari: tutto sul conflitto tra Lombardi e Fattori

Roma. Volendo prendere per buone tutte le parole della fatidica email, bisognerebbe credere che sì, in fondo l’incompatibilità tra le due prime donne vada ricondotto a una semplice differenza di vedute sui vaccini. Troppo pro-vax, a quanto pare, Elena Fattori, per non mettere in imbarazzo la sua collega deputata, in corsa per la Pisana, Roberta Lombardi. La quale, appunto, a inizio febbraio ha scritto a Luigi Di Maio per informarlo “che non autorizzerò nessun evento della campagna elettorale per Regionali Lazio 2018 in cui sarà presente la Senatrice Elena Fattori”. Insomma, la pro-vax fuori dai piedi: la Lombardi non vuole al suo fianco gente troppo convinta della necessità dei vaccini. Questo dice l’email. 

 

E però tutto, in quel messaggio, tradisce una certa finzione – tutto, a partire da quel paludato “Al Gentile Capo Politico” (sic!), usato per rivolgersi a Di Maio, altrove sempre chiamato, affettuosamente, Luigi. E del resto, si trattasse soltanto di vaccini, la Fattori avrebbe buon gioco a liquidare – come in effetti fa – l’intera questione con un’alzata di spalle. “La mia posizione in materia ricalca perfettamente quella espressa nel disegno di legge elaborato insieme all’immunologo Guido Silvestri e depositato al Senato”, va ripetendo la senatrice grillina, riminese d’origine ma romanza d’adozione, con alle spalle un passato da biologa – per oltre due decenni è stata ricercatrice all’Irbm di Pomezia: e per questo, secondo tanti antivaccinisti più o meno fedeli al credo grillino, asservita alle multinazionali del farmaco. E insomma sì, ci si potrebbe sforzare di pensare che l’origine dello scontro stia tutto lì, nell’ansia di non alienarsi la benevolenza di tanti no-vax laziali da parte della Lombardi, che del resto in queste settimane ha mostrato una inquietante e oculata ambiguità, sul tema.

 

E però, chiunque conosca le due contendenti, sa bene che le tensioni nascono in tempi assai più remoti. E nascono, sostanzialmente, per una sorta di competizione tutta romana per l’affermazione del proprio ego, oltreché della propria supremazia nella gerarchie casaleggesche. Tiratosi di lato Alessandro Di Battista, la sfida è ora al femminile: da un lato Paola Taverna e Carla Ruocco, vicinissime a Beppe Grillo più che a Luigi Di Maio. Dall’altro, appunto, Lombardi e Fattori: che da sempre poco si stimano.

 

La prima capogruppo alla Camera della storia grillina mal sopporta l’egemonia della Fattori sull’area dei Castelli. Lì, in effetti, la Fattori è il punto di riferimento del Movimento, non di rado contestata per i suoi modi abbastanza autoritari nel gestire meet-up e liti fra attivisti. Alle ultime regionarie, la Fattori – molto amica, oltreché di Virginia Raggi, del sindaco ribella dei Pomezia, Fabio Fucci – ha appoggiato con convinzione la candidatura di Valentina Corrado, che alla vigilia sembrava la sfidante più pericolosa della Lombardi. E la Faraona, per tutta risposta, è proprio nella zona dei Castelli, e cioè a Frascati, che si è andata a scegliere uno dei suoi coordinatori per la campagna elettorale. Emanuele Dessì, della Lombardi, era d’altronde uno storico uomo di fiducia: e anche per questo non proprio benvoluto, nelle sue contrade, tanto più dopo la sua candidatura sul listino proporzionale del Lazio 3 per il Senato. E insomma è bastato che il video del famoso ballo con Domenico Spada e i dettagli sul suo affitto a 7 euro nella casa popolare venissero diffusi, per convincere la Lombardi che la soffiata provenisse dalla sua rivale. “Ma è tutto documentato su Facebook, e i manifesti sulla strana situazione economica del ‘nullatenente Dessì’, per le vie di Frascati, il Pd li diffonde almeno dal 2015”, si è difesa quest’ultima quando qualcuno le ha chiesto conto della fuga di notizie. Ma non è bastato a tranquillizzare la Lombardi. E così la deputata romana, infastidita dai mille inciampi di una campagna che non va come lei sperava, alla fine è arrivata, in maniera scomposta, alla lettera ufficiale. Di fronte alla quale, comunque, la Fattori sorride: “Ho già tanti impegni elettorali – dice – nel mio collegio uninominale di Velletri. Se la Lombardi mi risparmia qualche evento, tanto meglio”.

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