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"Bergamo e Raggi non hanno visione". Parla il prof. Andrea Carandini

Per l'archeologo e storico a Roma la "situazione è sconcertante. Oggi i turisti che arrivano tornano a casa al massimo con un selfie. Roma purtroppo ha smarrito quel ruolo di portatrice di cultura"

4 Febbraio 2018 alle 06:14

"Bergamo e Raggi non hanno visione". Parla il prof. Andrea Carandini

Foto di Simone Tagliaferri via Flickr

Roma. “Avete idea di cos’è il centro di Roma? Lì è stato ammazzato Giulio Cesare, lì è morto Caligola, lì viveva Augusto, qui passava la processione trionfale. Ma se non sappiamo più raccontarle e valorizzarle queste cose…”. Il professor Andrea Carandini, archeologo e storico della capitale, è scoraggiato ma non ancora arreso. “Non c’è nessuno. Non sappiamo nemmeno raccontare con intelligenza il nostro patrimonio culturale. A Roma è un problema che nessuno si pone, e quello che abbiamo avuto al massimo è la boiata del musical ‘Nerone’”.

 

Professore, non crede che l’offerta culturale in qualche modo determini la domanda e che il modo in cui Roma tratta i turisti è la ragione per la quale il turismo è “povero”?

“E’ una situazione sconcertante. Oggi i turisti che arrivano tornano a casa al massimo con un selfie. Roma purtroppo ha smarrito quel ruolo di portatrice di cultura nel mondo che ha avuto dall’impero in poi. Se poi accompagniamo questo ai centurioni, agli abusivi, ai negozi che vomitano merci contro ogni regola, e poi le buche…”.

  

In estate aveva invitato la sindaca Raggi a farsi da parte ammettendo il fallimento.

“La sindaca ha dovuto affrontare problemi accumulatisi prima di lei, ma in questo anno e mezzo io non ho visto un solo segno, un messaggio o una visione. Non s’è visto niente di particolarmente concreto né una aspirazione. Il mio resta un giudizio assolutamente negativo, e non è un giudizio politico ma quello di un romano che vorrebbe vedere la propria città risorgere”.

 

E invece guardando ai luoghi che sono la vetrina della città cosa vede?

“Vedo masse di persone che passano come pecore in un tratturo. E’ una situazione di una tristezza infinita. Se ad esempio ci fossero spettacoli educativi serali al Colosseo, tipo quello di Piero Angela al Foro di Augusto, incasseremmo di più e cambieremmo anche la percezione delle persone che visitano il sito. Invece non vedo consapevolezza di questo nella mente di alcuno, non c’è più alcuna capacità di accoglienza e di valorizzazione della città”.

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