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Elezioni politiche a Roma. La mappa del voto

I collegi sicuri, quelli incerti e quelli dati ormai per persi. Come si sono mossi (e come si muovono) M5s, centrodestra e centrosinistra nella capitale

4 Febbraio 2018 alle 06:08

Ecco dove vince il Movimento 5 stelle

I più ottimisti, c’è poco da fare, sono proprio loro. Per i grillini romani, il 4 marzo è una data a cui guardare con fiducia. Tanto che, nelle chat interne, i portavoce più esperti in questi giorni sono costretti perfino a richiamare alla calma e all’impegno: “Concentrati, è ancora presto per cantare vittoria”. Le previsioni, in ogni caso, sono assai positive. Quasi dovunque, tranne nel centro di Roma. Lì il successo del Pd viene dato come inevitabile, dai vertici e dalla base: e non a caso il Movimento, inizialmente intenzionato a contrapporre al premier Paolo Gentiloni una deputata illustre come Carla Ruocco, ha poi deciso di schierare sul camerale Roma 1 l’artigiano Angiolino Cirulli, imprenditore finito sul lastrico dopo la crisi di Banca Etruria. Scelta dal grande valore simbolico, per il popolo pentastellato, ma nulla più. Per il resto, le aspettative sono altissime al collegio Tuscolano: dove, per Montecitorio, correrà Felice Mariani, il bronzo di judo a Montreal nel 1976, mentre al Senato toccherà a Paola Taverna – uscita vittoriosa dalle parlamentarie e dunque garantita comunque sul listino – che ci tiene a fare un’ottima figura: “E’ stata lei a volerla, questa responsabile. Ci crede moltissimo”, spiega un suo collega senatore. Poi, ovviamente, c’è Ostia. Nel X municipio i grillini si augurano di bissare il successo dello scorso novembre, quando Giuliana Di Pillo s’impose al ballottaggio contro Monica Picca di Fratelli d’Italia. Proprio questo, secondo lo stato maggiore del M5s, sarà il leitmotiv degli scontri sul maggioritario: uno scontro a due col centrodestra, in cui comunque, per ora, i pentastellati restano favoriti. E infatti, se in casa Pd sperano che la (presumibile) buona prestazione di Nicola Zingaretti alla regionali possa riuscire a tirare un po’ su l’asticella del consenso anche per le politiche in Lazio, nel quartier generale grillino la speranza è quella opposta: e cioè che sia il buon risultato sulle nazionali a trascinare anche il voto per Roberta Lombardi, candidata governatore che continua a faticare nei sondaggi.

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