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Tra Walter e gli Oscar

Tutti all’Auditorium per il film di Veltroni. Raggi si soffia il naso, e stringe la mano (la stessa) al ministro Fedeli

28 Gennaio 2018 alle 06:01

Tra Walter e gli Oscar

LaPresse/Ufficio Stampa Quirinale/Paolo Giandotti

“Signori prendete posto, sta per entrare il presidente della Repubblica”. Per tre volte, una voce femminile irrompe nella sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica, ma tutti continuano a stare in piedi e a non ascoltare l’invito. C’è poco da fare: anche quando si impegna, la Roma “Gentilona” non ce la fa e persino in occasioni come la presentazione di “Tutto davanti a questi occhi”, il nuovo film (un altro?) di Walter Veltroni dedicato a Sami Modiano, uno dei pochi italiani sopravvissuti al campo di Auschwitz e Birkenau, riesce a dare il peggio di sé, tra disordini e ritardi.

  

Il ministro Franceschini arriva tenendo Giorgio Napolitano a braccetto, Marianna Madia è con il marito Mario Gianani, poco più in là ci sono il capo della Polizia Franco Gabrielli e la sindaca Raggi che si soffia il naso più volte e subito dopo stringe la mano (la stessa) alla ministra Valeria Fedeli. Monica Guerritore, inseparabile da Roberto Zaccaria, è la più fotografata e salutata, da Gianni e Giampaolo Letta a Paolo Mieli, da Giovanni Floris a Corrado Formigli, da Paolo Genovese a Pippo Baudo. Il capo ufficio stampa della Camera, Stefano Menichini entra poco dopo la presidente della Comunità ebraica romana, Ruth Dureghello e il rabbino capo Riccardo Di Segni. Grande assente, Eugenio Scalfari. Alla fine Mattarella arriva davvero e i tanti ospiti sono costretti (finalmente!) a sedersi e a stare in silenzio: per poco meno di un’ora, sul grande schermo, parla solo Modiano aprendo la porta della propria memoria in una maniera unica e toccante. La standing ovation è tutta per lui. Altri applausi, altro giro, con Luca Guadagnino al de Russie, fresco di candidature agli Oscar. “Non sono uno che gioca in solitaria – spiega – ma non ho mai pensato alla nazionalità del cinema, perché per me è trasversale”. Lo capiranno qui da noi?

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