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“Il nome per la regione è Parisi. Pirozzi? Non so a chi lo abbia dato l’ultimatum”. Parla La Russa

Le parole dell'ex ministro, socio di Giorgia Meloni in Fratelli d’Italia, chiariscono per l’ennesima volta che il centrodestra non appoggerà il sindaco di Amatrice. Malgrado tutto. Malgrado i rischi, e malgrado i sondaggi

25 Gennaio 2018 alle 14:55

Ignazio La Russa Sergio Pirozzi

Ignazio La Russa e Sergio Pirozzi (© Il Foglio)

Roma. “Onestamente non so a chi lo abbia dato questo ultimatum”. È caustico Ignazio La Russa quando gli chiediamo di commentare l’ultimatum che il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, ha fissato al 26 gennaio. Se il centrodestra lo vorrà sostenere nella sua corsa alla presidenza della Regione Lazio avrà fino a quella data per farlo, ha specificato Pirozzi, aggiungendo: “Però questo non è un ultimatum”. Ma le parole di La Russa, ex ministro, socio di Giorgia Meloni in Fratelli d’Italia e uomo di grande esperienza, chiariscono per l’ennesima volta che il centrodestra non appoggerà il sindaco di Amatrice. Malgrado tutto. Malgrado i rischi, e malgrado i sondaggi.

    

E da qui nasce il problema che da mesi attanaglia il centrodestra unito: chi candidare? Proprio La Russa negli scorsi giorni ha cercato di superare l’impasse. Se Maurizio Gasparri non va bene perché non vuole, se nemmeno Fabio Rampelli è interessato a una gara resa difficilissima e tutta in salita, ecco allora la carta Stefano Parisi. L’ex candidato sindaco di Milano potrebbe accontentare tutti (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia), non appartenendo a nessuno, e ottenere così in cambio di far entrare la sua lista “Energie per l’Italia” nella coalizione di centrodestra alle politiche (fino a oggi, infatti, nonostante i numerosi appelli all’unità ne era rimasta esclusa). “Il nome c’è”, spiega La Russa. “Spero che a breve si decida definitivamente”.

    

Il nome è dunque Stefano Parisi?

“Certo! E’ la soluzione migliore”.

  

Ma perché?

“Perché è un romano capace e ha tutte le carte per dare filo da torcere a Nicola Zingaretti. Sono molto fiducioso. A breve ci sarà la decisione”.

   

Ma perché Rampelli no? Avete detto che erano tutti d’accordo sul suo nome. Da Silvio Berlusconi in giù.

“Andava benissimo a tutti infatti. Ma è stato lui a chiedere di allargare il più possibile la coalizione perché è l’unico modo per vincere”.

  

L’impressione, veramente, è che nessuno voglia candidarsi, sapendo che con Pirozzi in campo si va a perdere. E poi, scusi, ma se Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia erano già d’accordo su Rampelli: a chi si allargherebbe la coalizione?

“Che domande! A Parisi e alla sua Energie per l’Italia”.

  

E Pirozzi? Il suo ultimatum?

“Non capisco che vuole Pirozzi da noi. E onestamente non capisco nemmeno a chi lo abbia dato questo ultimatum. Giuro”.

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Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    25 Gennaio 2018 - 20:08

    "Malgrado tutto. Malgrado i rischi, e malgrado i sondaggi." Ben detto. Chi non risica non rosica. Pirozzi? Brava persona, punta dal tafano della carriera. Umanamente può essere comprensibile, politicamente, no.

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