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La galassia finanziaria fascista

Soldi, ristoranti, pub, associazioni. Locali tra Esquilino, Prati e Monti, ma pure a Milano, in Spagna, in Perù… E il business della Protezione civile

2 Novembre 2017 alle 15:26

La galassia finanziaria fascista

Foto LaPresse

Roma. Fra piazza Gasparri e Nuova Ostia, una campagna elettorale così quei “bravi ragazzi” di CasaPound non l’avevano mai fatta. Fra un sit-in contro gli sfratti, i blitz in spiaggia per cacciare gli ambulanti abusivi e quelli in strada per impedire i mercatini dei rom, i fascisti del terzo millennio hanno segnato in rosso la data di domenica quando si voterà per il X municipio di Roma, sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2015 nel pieno dell’inchiesta “Mondo di Mezzo” e poi commissariato. “Secondo i sondaggi siamo già al 10 per cento”, gongola il candidato Luca Marsella consapevole del fatto che dopo anni passati a fare i conti con percentuali da prefisso telefonico fra Comunali, Regionali e Politiche, le urne di Ostia possono regalare a CasaPound la prima vera affermazione elettorale. Il ballottaggio, infatti, adesso non è più un miraggio viste le difficoltà del Movimento 5 Stelle, che qui un anno e mezzo fa arrivò a sfondare la soglia del 43 per cento e adesso si trova a pesare l’effetto del fallimento di Virginia Raggi, quelle di un Pd diviso e ancora segnato dagli scandali di Mafia Capitale (l’ex presidente del Municipio Andrea Tassone fu arrestato ed è stato condannato in primo grado a cinque anni) e di un centrodestra ricompattato più per esigenze che per convinzione. E quale sia l’aria da queste parti lo ha dimostrato nei giorni scorsi via Facebook Roberto Spada, membro del clan omonimo che assieme alla famiglia Fasciani monopolizza le attività criminali del Litorale e fratello di Carmine detto “Romoletto” condannato in primo grado a dieci anni per estorsione con l’aggravante mafiosa, rendendo pubblico il suo appoggio a CasaPound. Dopo aver flirtato a lungo con il M5s, quindi, gli Spada hanno puntato sicuri sui fascisti del terzo millennio, amici di vecchia data come dimostra una foto postata sui social da Roberto Spada nel gennaio scorso proprio in compagnia di Marsella. E come dimostra anche la sentenza di primo grado nel processo per la presunta gestione illecita degli appalti pubblici e la concessione di stabilimenti balneari sul litorale (a gran parte degli imputati è stata riconosciuta l’aggravante del metodo mafioso) che ha visto condannati fra gli altri Armando Spada e Ferdinando Colloca, candidato per CasaPound alle Regionali del Lazio del 2013.

 

Misteri e ombre su un movimento che se da un lato ha saputo cavalcare con spregiudicatezza la ribalta mediatica, dall’altra ha coltivato il più assoluto riserbo sul mondo sotterraneo che lo muove e lo sostiene. A partire dai finanziamenti che gli hanno permesso di espandersi in maniera capillare in tutta Italia. Nulla è dato da sapere. Ad esempio pochi sanno che il leader e deus ex machina di CasaPound, Gianluca Iannone, è uno dei proprietari dell’osteria “Angelino”, pochi passi dalla sede del Movimento in via Napoleone III ma sedi anche a Malaga in Spagna e a Lima in Perù, e che fra i suoi soci c’è anche Pierre Simoneau il quale a sua volta, assieme ad alcuni fedelissimi del gruppo di CasaPound, ha aperto nel rione romano di Monti il bistrot Carrè Monti con Sébastien de Boëldieu, l’uomo che cura gli affari della Tartaruga in Francia, e l’avvocato del movimento Domenico Di Tullio. Il Carrè Monti, inoltre, è una sorta di figlio minore del più lussuoso Le Carré Français, nato un paio di anni fa nel quartiere Prati. Anche in questo caso gli intrecci portano in Francia visto che proprietari del maxi bistrot sono l’ex militante del gruppo di estrema destra francese Groupe Union Défense Jildaz Mahé e sua moglie Florence Lagarde. Fra gli assidui frequentatori del locale c’è anche Frédéric Chatillon, fra i fondatori del Gud e ora ascoltato consigliere della leader del Front National Marine Le Pen. Quest’ultimo a Roma ha l’ufficio italiano della sua società di comunicazione, la Riwal, ed è entrato in contatto con i ragazzi di CasaPound che ha portato fino a Parigi per il congresso europeo del Fn. Chatillon inoltre, secondo una inchiesta della giornalista francese Marine Turchi, avrebbe ricevuto importanti finanziamenti dal governo siriano di Bashar al-Assad. Il filone “gastronomico”, però, porta fortuna a CasaPound anche a Milano dove infatti è stata aperta una succursale di Angelino gestita da Marco Clemente, uomo forte a Milano con un passato nel Pdl con Letizia Moratti, finito in alcune informative (senza mai però essere indagato) agli atti di indagini antimafia per contatti con esponenti ‘ndranghetisti trapiantati in Lombardia e con le frange più nere degli ultras della Juventus.

 

Altro capitolo poco chiaro legato a CasaPound è quello delle associazioni benefiche e non direttamente riconducibili al movimento. Ne esistono moltissime in tutta Italia e, secondo un’inchiesta condotta da Vice, si occupano tra l’altro di pronto intervento sanitario (Gr.I.Me.S.), volontariato internazionale (Solidarité Identités), paracadutismo (Istinto Rapace, con cui collaborava anche Pietro Taricone morto per un incidente durante un lancio), escursionismo subacqueo (Diavoli di Mare) sport da combattimento e arti marziali (Il Circuito), escursionismo montano (La Muvra) e tutela ambientale (La Foresta che Avanza). E’ impegnata nel settore della Protezione Civile, invece, “La Salamandra” di cui è responsabile Pietro Casasanta, condannato in primo grado assieme all’ex vicepresidente di CasaPound Andrea Antonini per aver aiutato a ottenere un documento falso il narcotrafficante Mario Santafede, arrestato nel 2008 a Barcellona dove era latitante. Una delle associazioni, L’Isola delle Tartarughe, risulta poi fra i possibili destinatari del 5 per mille negli elenchi dell'Agenzia delle Entrate e in passato ha ricevuto finanziamenti per decine di migliaia di euro. Nel 2013, però, i versamenti vennero bloccati dopo una indagine del Mise secondo la quale la misteriosa associazione (quasi clandestina anche sul sito internet di CasaPound) non aveva i requisiti per accedere al riparto delle donazioni. Il sospetto, insomma, era che quei soldi finissero nelle casse di CasaPound in violazione della legge. L’Isola delle Tartarughe, però, continua a far parte degli elenchi dell’Agenzia delle Entrate e CasaPound continua a chiedere ai suoi di indicarla come destinataria del “sostegno alle attività non lucrative e associazioni di promozione sociale”. Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2015 l’Isola delle Tartarughe ha ricevuto in totale 41.036 euro.

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