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Premiopoli capitale

Nastri d’Argento, Globi, Ciak d’Oro. Che noia! Sempre la stessa gente che si scambia baci e si premia a turno

18 Giugno 2017 alle 06:11

Premiopoli capitale

Isabella Ragonese (foto LaPresse)

Una settimana, sette giorni, tre premi, posti diversi e (quasi) la stessa gente. Basta davvero poco, ma forse è troppo, per trasformare la Capitale in una “Premiopoli” alla continua ricerca di un flash o dell’ultima pizzetta rimasta, quasi sempre fredda o riscaldata al microonde. Che si chiamino Nastri d’Argento, Globi o Ciak d’Oro, la scaletta preconfezionata è sempre la stessa: auto blu, red carpet, paparazzi, saluti e baci, ringraziamenti agli sponsor, frasi fatte, foto “cor premio”, altri saluti e baci (a Roma si baciano tutti, poco importa se il giorno dopo ci si incontra al supermercato e ci si ignora, è il cinema, bellezza!). Sono sempre le stesse anche le persone, dai giornalisti ai registi fino agli attori che passano da un abito/luogo/intervista ad un altro dicendo sempre le stesse cose e pensando: “Tanto se non mi premiano ad uno, mi premieranno ad un altro”, o giù di lì. La noia – nonostante la due presentatrici d’eccezione (Laura Delli Colli e Piera Detassis) – la fa da padrona e “Lo sai da qui”, come canta Giuliano Sangiorgi dei Negroamaro, premiato con un Ciak d’Oro. Con lui scappiamo a casa di Paolo Repetti, ideatore con Severino Cesari della collana Stile Libero di Einaudi. Metà (o forse più) dell’editoria italiana è concentrata in quel grande terrazzo circondato da piante scenografiche con tanto di vista sul ponte di Ferro e il Gazometro. Fausto Brizzi è con la moglie (vegana) Claudia Zanella, Gianrico Carofiglio saluta Isabella Ragonese, Pigi Battista e Paolo Giordano mentre Michela Murgia balla un lento con Emiliano Fittipaldi, guardati a vista da Ettore, il gatto grigio tifoso della Juve che profuma come una candela di Cire Trudon. Di nuovo in taxi, a Villa Medici, perché “La notte di Roma”, come dice Giancarlo De Cataldo, è ancora lunga. E non solo “Suburra”.

Giuseppe Fantasia

È nato a L’Aquila, ma vive a Roma, ha una laurea in Legge, ma ha scelto di fare il giornalista. Scrive per l'HuffPost Italia, Marie Claire ed Elle Decor. Su Il Foglio si occupa delle pagine culturali, scrive di libri, arte e spettacolo e ogni giovedì c'è "Odo Romani far Festa", la sua rubrica da cui viene fuori tutto il meglio (e il peggio) delle feste della Capitale e non solo. GiFantasia su Twitter, @gifantasia, su Instagram

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