Con la supplì side è l’offerta a dare la scossa a Termini
Storica e fattiva pacificazione tra stato e mercato a due passi dai binari
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20 JAN 17
Ultimo aggiornamento: 10:29 AM | 16 AUG 20

Se ne parla tanto e poi, dove meno te lo aspetti, funziona il rapporto tra stato (ferrovie dello) e mercato (centrale). Il luogo fisico di questa storica e fattiva pacificazione è prosaico quanto mai si potrebbe immaginare: la stazione Termini.
Particolarmente il lato bistrattato e fino a poco tempo fa evitato dai cittadini (se non in cerca di prodotti illegali o traffici furtivi) cioè via Giolitti. Lì da ottobre è attivo il mercato centrale con la sua vitalità da economia dell’offerta (romanizzando la scuola di Chicago: supplì side), costruita sul rovesciamento dell’idea corrente di ristorazione in zona ferroviaria, quella basata sull’obiettivo di rifilare una cosa qualsiasi al gusto di pane e prosciutto portando via il doppio del prezzo corrente.
Un limite della struttura è che gli acquisti devono avvenire separatamente presso ogni fornitore, con l’effetto che per, ad esempio baccalà e puntarelle, si faranno due file e due pagamenti. Il venditore di tartufi rifiuta l’american express, non facendo onore al prezzo della sua merce. Per l’ottimo trapizzino viene chiesto, un po’ rudemente, di pagare prima ed esibire il fatale scontrino, scelta comprensibile ma la richiesta andrebbe fatta evitando di ricorrere al sospetto come anticamera della verità. Girano per i tavoli gli addetti alla sicurezza, con professionali consigli antiscippo. Per bere si deve fare affidamento su addetti che si presentano tra i tavoli, perché le bevande varie sono appannaggio di un unico banco.
Mereu comunque non ha poi frenato il suo slancio verso la trasformazione di Termini in un posto accogliente, perché la sua società (controllata da tre fondi, uno guidato dall’italiano Borletti, già Rinascente e con il pallino del retail, uno spagnolo e uno francese) con la realizzazione dei primi spazi della terrazza che dà sui binari ha creato un altro luogo di altissima qualità e comodità.
Così Termini è diventata una grande azienda romana, più di 1.000 i dipendenti della struttura tecnica e commerciale, escludendo i ferrovieri. In più i 280 lavoratori impegnati nel solo mercato centrale (che punta a fare sistema con i locali storici della discoteca laziale e con l’Ambra Jovinelli). Ogni giorno 450mila frequentatori, 950 treni al giorno, di cui 168 Av tra Frecce (uno ogni 10 minuti) e Italo (con i nuovi acquisti punta a una partenza ogni 30 minuti). Entro il 2019 sarà pronto il parcheggio sopra ai binari per più di 1.000 posti. Stato e mercato, ben affiatati, dove non te l’aspetti.