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Laura Ravetto

Tra l’essere e il non essere c’è “l’essere mediatico”. Laura vuole essere molto mediatica, lo dice e lo fa, e non solo quando va – e sono le prime volte – a Ballarò, ma in generale: diffondere, diffondersi, essere invitati, farsi conoscere, dimostrare, questo è l’essere mediatico e Laura ne padroneggia i modi. In tempi di frangetta, lei la frangetta ce l’aveva già, trentaseienne bionda di un biondo che solo una Barbie d’altri tempi poteva avere.

8 Dicembre 2007 alle 00:00

Dal Foglio del 8 dicembre 2007

Tra l’essere e il non essere c’è “l’essere mediatico”. Laura vuole essere molto mediatica, lo dice e lo fa, e non solo quando va – e sono le prime volte – a Ballarò, ma in generale: diffondere, diffondersi, essere invitati, farsi conoscere, dimostrare, questo è l’essere mediatico e Laura ne padroneggia i modi. In tempi di frangetta, lei la frangetta ce l’aveva già, trentaseienne bionda di un biondo che solo una Barbie d’altri tempi poteva avere. In tempi di stivali che fasciano, lei era già di stivale fasciata, e portava la giacchetta ben corta sopra i jeans, come le ragazze di Torino immigrate a Milano per l’università, quelle che all’aperitivo si vestono sempre bene e allora le distingui dalle vere milanesi che giocano a fare le sciattone. Non mette vestiti sgargianti, Laura, né sbandiera borse politicamente scorrette.

D’altronde non ha tempo, Laura, non aveva tempo neanche prima, quando era solo un’avvocato internazionalista, a Milano, impiego in una multinazionale farmaceutica, lavoro, lavoro, lavoro, una vita ordinata dove tutto si incasella, il giovedì l’happy hour, il venerdì il fidanzato, e i giorni di vacanza sono pochi ma fatti come si deve, la neve giusta, il mare giusto, il viaggio giusto. Non ha tempo, Laura, e non vuole avere neppure spazio per buchi di preparazione, o peggio ancora di memoria, e se non sa qualcosa la chiede al tutor, l’onorevole Casero, l’ha detto il Cav., seguila se c’è bisogno, ma Laura in fondo pensa di saperla già, la risposta esatta, tutto sta nel dirla mediaticamente, che sia Ballarò o un convegno liberal-liberista a Montecatini, tutto sta nel non aver paura di parlare a braccio, ma per questo, sì, c’è tempo. Prepararsi, sottolineare, presenziare a ogni minuto d’aula e poi padroneggiare la tecnica, il numero, il balletto di cifre (e se la vedesse in azione, il creatore della Winx, Iginio Straffi, stringerebbe la mano a Berlusconi e gli direbbe: bravo, tu la fata Tecna ce l’hai già qui in Parlamento).

Non aveva tempo, Laura, le piace non averne, sorridono i suoi amici, affascinati da quell’aura della Laura ipercinetica che a pranzo non sempre mangia, come tutti i piemontesi a Milano, più milanesi del milanese (amante delle soste e del primo piatto in Latteria). Come ogni creatura azzurra adora la famiglia, Laura, però non c’è tempo, e quando il fidanzato le ha proposto la vacanza da ragazzi bene, tutta sport on the road sulla West Coast, lei ci ha pensato a lungo. Sa gestire una storia a distanza senza struggimenti demodé, sa dissipare con sufficiente perentorietà il fumo sui suoi inizi in politica: consulenze, incontri di lavoro, poi l’incontro con il Cav., nel 2001, ed ecco che il suo amore per il liberalismo si è fatto, rapidamente, seggio parlamentare. E’ di area dellutriana ma nelle interviste non dice nulla di male di Michela Vittoria Brambilla, e come lei parla al maschile, dice “voglio fare il politico” come Brambilla dice “voglio fare l’imprenditore”. Non che sia falsa e cortese come il piemontese del proverbio, Laura, questo no, e infatti alla fine lo lascia intendere, per lei i circoli di Dell’Utri sono un’altra cosa, i circoli collegano alla società, e lei vuole collegare, fare da ponte, tra le istituzioni europee e il partito, tra il partito e l’uomo comune, tra i banchi della Camera e la commissione Bilancio, e adesso che dovrà occuparsi di pensiero liberale, addirittura un’Università liberale per tutti quelli che non pensano conformista, farà da ponte tra studenti e professori, tra idea e pratica (che poi ancora non si sa bene che cosa sia, quest’università, i locali sono stati individuati più volte ma chissà, speriamo non faccia la fine del motore azzurro, metri quadrati pronti e vuoti, insomma è tutto un po’ fumoso ma Laura ci si sta buttando, sull’incarico, con precisione nordista). Non ha tempo, Laura, vuole vedere tutto e fare tutto, e se le proponi di andare da qualche parte dice “dai andiamo” e non è mai troppo stanca, ed è sempre in fase “brainstorming”, come ama ripetere, però adesso deve aspettare che l’incarico si faccia realtà, e allora ritirerà fuori la calma della provincia cuneese dov’è cresciuta, un po’ di quel freddo composto, e farà sì che, mediaticamente, la avvolga.

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