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Craig Newmark

La casa di Craig Newmark a San Francisco non è poi molto diversa dall’ufficio in cui ha installato la sede della sua compagnia Internet, Craigslist Organization. Il sito, una sorta di Secondamano via etere che con due milioni di frequentatori al giorno si è piazzato tra i primi venti portali di interesse generale (insieme a MSN, Yahoo o AOL), è diventato un fenomeno oggi paragonato per importanza a eBay, il noto sito di aste online. E ha trasformato il timidissimo Newmark in superstar dell’underground e modello da additare per i teorici della nuova economia.

30 Novembre 1999 alle 00:00

La casa di Craig Newmark a San Francisco non è poi molto diversa dall’ufficio in cui ha installato la sede della sua compagnia Internet, Craigslist Organization. Il sito, una sorta di Secondamano via etere che con due milioni di frequentatori al giorno si è piazzato tra i primi venti portali di interesse generale (insieme a MSN, Yahoo o AOL), è diventato un fenomeno oggi paragonato per importanza a eBay, il noto sito di aste online. E ha trasformato il timidissimo Newmark in superstar dell’underground e modello da additare per i teorici della nuova economia. Craig Newmark abita nel più piccolo dei tre appartamenti in un palazzotto del 1908 in stile edoardiano. È composto da due camerette, un salottino usato come magazzino di scartoffie, videocassette, dvd e vari componenti elettronici di computer o altre macchine d’imprecisabile natura, e un salone trasformato in entertainment room con gigantesco schermo televisivo al plasma collegato a TiVo interattivo e angolo-pensatoio ergonomico. Sul tetto, c’è la scatola grigia che fornisce il collegamento a Internet senza fili per tutto il quartiere, cortesia di Craig, la cui spinta più forte nella vita è sempre stata lo spirito comunitario. Non a caso, ha creato la più grande, la più autentica (e al momento anche la più hip) comunità virtuale mai esistita. Nella casa, altamente tecnologica ma un po’ freddina, gli unici indizi di debolezza umana sono le foto di suo fratello e della sua nipotina, le foto degli amici e dei loro cani (che Craig adora, sostenendo che riesce a comunicarci molto meglio che con gli umani), paperette di gomma e un busto di Homer Simpson, l’impacciato protagonista della serie a cartoni animati con cui si identifica. Nel frigorifero, una malinconica collezione di bibite di varie marche e salse ketchup o di soia in confezione monodose. Sono gli avanzi del take-away dei giorni precedenti, forniti dai vari fast food della zona dove Newmark fa tappa prima di tornare a casa la sera. Accosta la sua “ibrida” ed ecologicamente cosciente Prius Toyota (che da poco ha sostituito a malincuore la sua vecchia Saturn che cadeva a pezzi) alla finestra del drive-in di turno e ritira la cena. Sempre meglio che cucinare. “Sentiti pure libera di guardare nell’armadietto dei medicinali”, dice lasciando trapelare quell’autoironia che l’ha sempre salvato in corner dall’etichetta di “socialmente ritardato”, consentendogli di ovviare alla colossale timidezza a forza di battute. Più che all’eventuale Prozac che potrei trovare sulle mensole dell’armadietto del bagno, sono interessata a ciò che è in mostra sulle librerie (tantissimi libri di fantascienza stile “Neuromante” di William Gibson), alle pareti (un maxi-poster di “Blade Runner”) e nella sua collezione di cd (tutto Leonard Cohen, che ha scritto la canzone “Democracy”, definita da Newmark “il manifesto della mia etica personale”, e altra dolente musica, che Newmark nobilita con un’etichetta lapidaria: “La cosa più vicina che ho alla preghiera!”).

La filosofia di Craig, o meglio la sua etica idealista, dispensata a raggiera ogni giorno anche dal suo blog (www.cnewmark.com) è che non ci sia valore spirituale più profondo di “ciò che spinge diverse persone a interagire e unire le forze per migliorare il mondo e correggerne le idiosincrasie nel corso del tempo”. Un’idea che ha riscosso l’entusiasmo degli oggi fedelissimi di www.craigslist.org. Una comunità, ma virtuale, che richiede ai suoi membri soltanto la voglia di raggiungere altri, di offrire o chiedere aiuto. Che consente di parteciparvi senza neppure dovere svelare, sulle prime, la propria identità. Per cercare casa o lavoro, l’anima gemella o un’avventura di una notte, un rene per un trapianto o un’automobile d’epoca. Oppure per offrire gratis merce, i propri servizi o anche solo caritatevole ascolto. “All’inizio”, dice Craig rivangando gli albori, “si trattava soltanto di una serie di consigli su nuovi locali e dritte su party a base di arte e tecnologia in programma nelle gallerie d’avanguardia, poiché cominciai tutto questo negli anni precedenti al vero boom di Internet”. Era infatti il ’93. Newmark era approdato a San Francisco (dopo aver girato l’America con una laurea in tecnologia dei computer) con l’incarico di rafforzare la sicurezza telematica della finanziaria Charles Schwaab. Costretto a lavorare alle macchine e in solitudine per turni di dieci o dodici ore al giorno, cominciò a provare il bisogno di interagire con altri umani. Desiderava una comunità, ma non voleva entrare in uno dei tanti gruppi hippy o zippy. Perciò frequentava le coffee-house dove la sera si esibivano poeti da strada in performance improvvisate, i parchi dove venivano allestiti estemporanei tornei di band musicali. E tempestivamente, trasmetteva indirizzi e notizie degli avvenimenti e dei punti d’interesse a tutti i nomi nell’indirizzario della sua casella di posta elettronica. Nel giro di due anni, i nomi erano diventati troppi per continuare a mandare l’elenco in copia. Così mise la lista a disposizione di chiunque, dandogli un indirizzo in rete ma mantenendole il nome di battesimo: Craig’s list, l’elenco di Craig. Con 800 milioni di pagine viste ogni mese e 450 visitatori al secondo, il sito è divenuto quasi un fenomeno di culto per le tribù urbane delle più importanti quarantacinque città americane (Craigslist è divisa per località). È anche già approdata a Londra e si prepara a sbarcare in altre città europee come Milano e Parigi, nelle Filippine e in India. Secondo Nielsen/Net Ratings, Craigslist è oggi seconda solo a eBay, Yahoo e MSN. “Mica male per una compagnia come la mia senza venditori né spazi pubblicitari da vendere, con una grafica primitiva e per niente allettante”, commenta Newmark senza alzare gli occhi dalla Playstation con cui sta giocando mentre parliamo (sospetto per escludere l’obbligo di guardare l’interlocutrice negli occhi). Spiega anche che gli unici introiti con cui paga i quattordici dipendenti (oggi necessari a operare il sito da un ufficio nel centro di nel centro di San Francisco, a pochi isolati da casa sua) e uno stipendio a se stesso di circa centomila dollari all’anno, sono i settantacinque dollari ad annuncio pagati dai datori di lavoro delle grandi città (finora, San Francisco, Los Angeles e New York): un introito calcolato dalla rivista Fortune in sette milioni di dollari annui. Per tutti gli altri, Craigslist offre messaggi e annunci gratuiti.

A parere di Craig, che si definisce un libertario a oltranza, la finalità e ragione di esistenza di Internet dovrebbe infatti restare quella di un’autostrada virtuale per la libera comunicazione. Per difenderla, ha rifiutato anche offerte d’acquisto del suo sito che l’avrebbero trasformato in milionario all’istante. Nonostante ciò, recentemente, per la malafede di un ex impiegato che ha venduto il suo venticinque per cento di quote senza consultare gli altri, Newmark ha dovuto far buon viso a sporchissimo gioco e “salutare” l’ingresso di eBay, a cui il transfuga-giuda ha passato il suo quarto di proprietà. Cercherà di viverlo come un flirt virtuale, taglia corto. Con gli incontri virtuali, del resto, Craig (che ha il terrore di incontrare gente nuova dal vero), si sente perfettamente a suo agio. Oggi, non a caso, può contare su due milioni di amici, tanti quanti cliccano ogni giorno sul suo sito. Da ragazzino, quando cresceva a Morristown, nel New Jersey, non ne aveva nemmeno uno. Ignorato dai coetanei e negato per le attività sportive, il giovanissimo Craig Newmark si rifugiava nella compagnia dei libri. Suo padre, un venditore porta a porta di polizze assicurative e altri articoli vari, morì di cancro ai polmoni sei mesi dopo il bar mitzvah di Craig. La sua famiglia non era proprio alla povertà, ma neppure troppo distante. A diciotto anni, lasciato il New Jersey per Cleveland, fu la volta dei computer della Case Western Reserve University, che gli procurarono laurea, dottorato e una serie di lavori da uno stato all’altro d’America. Allora, per incontrare ragazze in ogni nuova città, si iscriveva a lezioni di danza, classica o jazz secondo l’offerta. Ma più che l’amore, commenta, le lezioni gli valsero un’ernia da curare in ospedale.

Oggi per incontrare belle donne va dalla sua parrucchiera, Tina Balog di Head & Soul, un salone di bellezza assai trendy vicino al Fisherman’s Wharf. La stessa da dieci anni, la parrucchiera (che ha un master in psicologia) è anche la sua consigliera spirituale, stilista personale e portavoce ufficiale (“se vuoi sapere qualcosa della mia vita sentimentale, chiedi a lei: ne sa molto di più di me”). A 51 anni e con una pronunciata calvizie, ci va comunque due volte al mese con la scusa di spuntare la barbetta “goatee”, perché… ah, le donne che la frequentano! Naturalmente, per la stessa ragione sostiene anche di donare fondi a un’associazione in difesa delle donne che hanno subito violenza. La verità è che dal 2002 esiste anche una Craigslist Foundation per distribuire donazioni a varie organizzazioni di base locali che, a parere di Craig, hanno a cuore gli interessi comunitari e umanitari e propagandano ideali diversi dal consumismo di massa delle multinazionali, la vera spina nel fianco rotondetto di Craig. Internet, a suo avviso, è il più grande strumento che l’umanità ha oggi a disposizione proprio contro i deleteri effetti della mentalità consumista. Da un lato, per sfuggire al loro controllo e riappropriarsi dell’individualità del proprio pensiero e giudizio grazie all’accesso gratuito a un’enorme quantità di fonti autonome d’informazione. Dall’altro, per l’incredibile, quasi magica possibilità di aggregazione istantanea con milioni di persone sparse nel mondo: una massa che, pensa qualcuno, può dare forza e peso politico a qualsiasi idea nell’intero pianeta. Craig’s World, il mondo secondo Craig. L’unico in cui Craig Newmark possa diventare un profeta e un leader da imitare.

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