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Per un’Europa globale

I dati allarmanti sul commercio del Fmi dimostrano che senza multilateralismo economico non c’è crescita possibile

19 Ottobre 2019 alle 06:05

Per un’Europa globale

foto di TheAndrasBarta via Pixabay

Si svolgono questa settimana gli incontri annuali di Fondo monetario internazionale e Banca mondiale. Alla testa del Fmi un nuovo managing director in sostituzione di Christine Lagarde, la bulgara Kristalina Georgieva, personaggio di primissimo piano e con un curriculum di tutto rispetto essendo stata tra l’altro commissario europeo (con delega al Bilancio dell’Unione) e numero due della Banca mondiale. L’aspetta un compito arduo e pieno di insidie: ridare fiato o meglio rafforzare il ruolo della sua istituzione in un contesto...

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Pier Carlo Padoan

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Commenti all'articolo

  • eleonid

    19 Ottobre 2019 - 08:25

    L'Europa deve fare sempre più corpo unico.Certo è più facile a dirsi che a farsi ,ma la scienza moderna in termini di economia gestionale ha dimostrato che facendo sistema si ottengono migliori risultati che non essere giocatori individualisti. Si può obiettare che i grandi protagonisti economici di oggi, come Amazon,Apple, Microsoft, Google ed altri gruppi cinesi nascono principalmente da iniziative individualistiche ,perfino partendo dagli scantinati ,come ci hanno sempre raccontato. Ma sperare che ciò possa avvenire nel nostro paese con una cultura economica che ha vissuto in gran parte sull'assistenzialismo di Stato è veramente un atto di fede. Noi abbiamo bisogno di fare sistema con gli altri paesi europei con cui condividiamo origini e cultura e abbandonare fughe in avanti sperando che ciò si possa fare con la Cina .

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