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Nelle stanze vaticane

Dialogo immaginario su un dono da fare all’Italia: niente Giubileo. E una presenza angelica in Spagna

3 Novembre 2015 alle 06:15

Nelle stanze vaticane

Vaticano - Foto LaPresse

- Santità, eccomi!
- So che il suo pensiero è franco, onesto, sincero. Di Lei mi posso fidare, Monsignore.
- Bontà Sua, Santità.
- Mi ascolti… Nelle mie stanze mi sento tra i Borgia e Giovanni Paolo I. Nella città di Roma, tra Al Capone, Dillinger e Charles Manson. Le pare valga la pena di proclamare proprio qui questo Giubileo prematuro della Misericordia? Nel rispondermi la prego di far tacere qualsiasi edulcorazione.
- Se le faccio tacere non ne resta nulla; gli italiani non ci vedono che le occasioni di fare affari e correrebbero più rischi di subire attentati che di portare a casa cassette di soldi. I pellegrini verrebbero soprattutto per mangiare cibi scadenti e neppure il coraggio personale dello stesso Papa lo scamperebbe dai rischi. Rinunci, Padre. Faccia questo dono all’Italia, che i migliori di noi apprezzerebbero ben più delle folle dell’Angelus.
- Indispettirei sicuramente il governo italiano che non ha il senso di certi doni!
- Per il governo italiano, Santità, eventi come questo sono occasioni di Circenses! Se mi è permessa la citazione, il nostro non abbastanza amato Manzoni direbbe che “ne esulterebbero i birbi”.
- Le sono grato, Monsignore, il suo parere è drastico ma, ne farò oggetto di attenta meditazione.

 

 


 

 

Nell’Alcázar di Toledo

Durante la Guerra civile di Spagna, un mendicante cieco, nell’Alcázar di Toledo, tenne accesa una luce di umanità straordinaria. Compariva misteriosamente ogni giorno col suo bastone e il cane in cima a una salita dove dalle opposte finestre nazionali assediati e repubblicani assedianti delle milizie si fronteggiavano a distanza di pochi metri, sparandosi ininterrottamente addosso appena qualcosa si muoveva davanti alle finestre.

 

All’apparire del cieco si faceva, per una muta intesa, silenzio. E in tutta la strada al passaggio del cieco non si udiva che il tac-tac del suo bastone bianco che percorreva la strada lentamente. Fu così fino al termine dell’assedio nel settembre del 1936.

 

Quel mendicante cieco, dentro ai suoi stracci, era infallibilmente una presenza angelica.

 

Il filosofo ignoto

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