di Camillo Langone
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È di Andrea Laszlo De Simone la canzone più struggente dell'anno
“I nostri giorni” è, al contempo, follemente nostalgica e terribilmente contemporanea. “... E dietro le porte / armati di sogni / aspettando che torni / la nostra vita”. Sembra De André con Rino Gaetano
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22 SEP 22

Foto di Miseria Nera (Wikimedia Commons)
“Di malattia / o di terrore / di sete o di fame / o di depressione”. La voce sembra di Peppino Di Capri, la musica sembra di Morricone, le parole, tristissime, bellissime, sembrano scritte da De André insieme a Rino Gaetano. “Di ipocondria / o di delusione / in giovane età / o ormai in pensione”. E’ invece una canzone di Andrea Laszlo De Simone, cantante di aspetto (non solo di suono) settantiano che nei Settanta non era ancora nato. Si intitola “I nostri giorni” ed è, al contempo, follemente nostalgica e terribilmente contemporanea. “Nessuno sa / che cosa accadrà / e dietro le porte / armati di sogni / aspettando che torni / la nostra vita”. Sia subito considerata la canzone più struggente del 2022, e una delle canzoni più necessarie: perché ogni memento mori contiene un memento vivere.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
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