Preghiera

Saffo, fammi dimenticare questa campagna elettorale

Camillo Langone

La differenza tra la malinconica poetessa greca e Ariete, la cantautrice che fa comizi elettorali contro Giorgia Meloni durante i suoi concerti

Saffo, creatura meravigliosa (parola di Strabone), Saffo che scrivevi d’amore e non di politica, Saffo che inventasti il lesbismo solo che lesbismo e pederastia erano in Grecia molto diversi dall’omosessualità odierna, non pratiche antisociali ma parallele e perfino propedeutiche a matrimonio e riproduzione, Saffo che eri triste per una tua allieva che si sposava, non perché quel conservatore di Solone sembrava poter vincere le elezioni, Saffo che a differenza di Ariete, la cantante-militante ellegieccetera che sulla scia di Elodie fa concerti-comizi contro Giorgia Meloni, non eri contro nessuno ma per Anattoria, la ragazza lontana, Saffo che magnificamente definisti Eros “dolceamara invincibile belva”, qualcosa di pericoloso, di sanguinoso, qualcosa da temere, altro che “l’importante è che vi vogliate bene” come ha detto Ariete convenzionale sul palco di Gallipoli, Saffo che sei stata sempre dipinta come malinconica (da Gros, Alma-Tadema, Godward, e perfino nel ritratto intitolato “Happy Saffo”, del giovane pittore napoletano Nicola Vincenzo Piscopo, si vede una lacrimuccia), versami in una tazza d’oro il vino della gioia, come fa Afrodite in una tua poesia, fammi dimenticare questa impoetica campagna elettorale.
 

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  • Camillo Langone
  • Vive a Parma. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "Eccellenti pittori. Gli artisti italiani di oggi da conoscere, ammirare e collezionare" (Marsilio).