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di Camillo Langone

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Non ci si stanchi di ammirare il corpo della donna

Nudi artistici e provocanti, "Il corpo incantato" di Roberto Peregalli: un libro curioso e misterioso, indefinibile
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2 JAN 21
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<span style="color: rgb(29, 29, 27); font-family: Raleway, sans-serif; text-align: justify;">&quot;Paolina Borghese&quot;, la scultura di Antonio Canova (Foto LaPresse)</span>

“Non esiste un paesaggio più bello di quello del corpo della donna” scrive Roberto Peregalli in un libro curioso e misterioso, indefinibile, che si intitola “Il corpo incantato” (La nave di Teseo) e che contiene, impaginati con raffinatezza estrema, dettagli di nudi tanto artistici quanto provocanti: Canova, Courbet, Lequeu, Jordaens, Subleyras... Peregalli nei libri precedenti, dedicati a Proust o all’arredamento (un arredamento proustiano), appariva alquanto rarefatto e invece stavolta indaga i vari tipi di penetrazione e affronta, sebbene sempre da esteta, la questione dei peli pubici: “Eliminare i peli, pratica in uso oggi, tende ad attutire il suo significato esoterico e a farne una parte del corpo come altre, in stretta unità con la superficie del ventre”. Bellissima la definizione di corpo, all’altezza degli scritti postumi di Baudelaire: “Il corpo è sublime e desolato, melanconico”. Macché Faraglioni di Capri, macché Tre Cime di Lavaredo: non ci si stanchi di ammirare il corpo della donna.

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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).

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