di Camillo Langone
Validi antidoti all’epidemia dell’emotività
Sei settimane vissute seguendo i precetti della filosofia greca
di
30 MAY 19

Sebbene femminista come tutte, insegnante di scrittura alla scuola Holden come tutti, antisalviniana come tutti, Ilaria Gaspari ha avuto un’idea non da tutti: sperimentare nel quotidiano i precetti della filosofia greca. Dunque si è immersa nella saggezza antica per sei settimane, ciascuna vissuta secondo i dettami di una diversa scuola, pitagorica, eleatica, scettica, stoica, epicurea, cinica. Il risultato è “Lezioni di felicità. Esercizi filosofici per il buon uso della vita” (Einaudi), una piacevole lettura, un buon ripasso, un’utile via di mezzo fra Pierre Hadot e Luciano De Crescenzo, citati entrambi nella bibliografia (per chi come lei ha studiato alla Normale ammettere un debito nei confronti del bestellerista napoletano non è normale, è proprio stoico). C’è molto da imparare. Non da Pitagora, vegano intollerante come oggi ce ne sono tanti, né da Parmenide, uno che scriveva come Emanuele Severino e anche di Emanuele Severino ne abbiamo abbastanza, bensì dalle ultime quattro scuole. L’atarassia degli scettici, l’apatia degli stoici, l’aponia degli epicurei, l’autarchia dei cinici: validi antidoti all’epidemia dell’emotività, al dilagare in ogni contesto della nauseante parola “emozione”.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
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