Se il vino non piace più è colpa dei cantanti

Ascoltate J-Ax, Clementino, Fabri Fibra e Mengoni: vi verrà sete, sì. Ma di birra, prosecco e distillati

I cantanti italiani contro il vino italiano. In autostrada ho ascoltato le canzoni per l’estate 2019 e fra Verona e Modena ho capito quanto il vino sia in declino. In “Ostia Lido” J-Ax col panino allo speck beve birra ghiacciata (era meglio “Felicità” di Al Bano e Romina, dove il panino almeno rimava col bicchiere di vino). In “Voglio fare un milione” Clementino e Fabri Fibra cantano “in piscina stappo il prosecco” (l’onnipresente spumantino è sì un vino italiano ma al contempo il peggior nemico, lo sterminatore dei buoni vini bianchi italiani). In “Siamo tutti Muhammad Alì” il purtroppo redivivo Mengoni diffonde nell’aere l’onomastica coranica, i nomi dei più acerrimi nemici del vino. Nel video di “Maradona y Pelè” Tommaso Paradiso non fa che trangugiar distillati e infatti poi lascia Benedetta Porcaroli da sola sulla spiaggia di San Vito Chietino, qualcosa che un bevitore di Cerasuolo d’Abruzzo non avrebbe fatto mai. Chi ama il vino spenga la radio e scenda in cantina.

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