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Basta poco per rendere la propria anima un poco più bella

La lezione di una religiosa anonima nell'ultimo libro di Pippo Corigliano, ottima per la Santa Pasqua  

20 Aprile 2019 alle 06:00

Basta poco per rendere la propria anima un poco più bella

Foto LaPresse

Di Pippo Corigliano si ammirino il buonumore, la pacatezza, la perseveranza, una certa praticità anche nella preghiera (“quando ho un incontro delicato e decisivo recito prima tre Ave Maria e non sono mai rimasto deluso”), la capacità di conservare freschi, dopo tanti anni, gli ideali cristiani della giovinezza. Tutte qualità che emergono in “Il cammino di san Josemaría. Il fondatore dell’Opus Dei e i giovani” (Mondadori), dove scrive del suo rapporto col santo spagnolo, sia personale (lo conobbe nel ‘61) sia attraverso i libri, le opere, i confratelli. Ma io ho apprezzato in particolare, a pagina 104, l’insegnamento di una religiosa anonima: “Una suora mi suggerì un’immagine suggestiva: quando siamo davanti a Gesù nel tabernacolo, ne traiamo beneficio anche se ci distraiamo, così come al sole ci abbronziamo anche se stiamo pensando ad altro”. E’ una lezione ottima per la Santa Pasqua: andare a messa anche pensando ad altro, mangiare l’agnello innanzitutto perché è buono, e scoprire, liberi dal perfettismo, che qualcosa è molto meglio di niente, che basta poco per rendere la propria anima un poco più bella.

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Commenti all'articolo

  • giuseppek

    22 Aprile 2019 - 22:10

    ....E’ una lezione ottima per la Santa Pasqua: andare a messa anche pensando ad altro????? Sono da molti anni un Cooperatore dell'Opera e sò con certezza di poter dissentire circa un tale modo di accostarsi alla preghiera. Forse anche questo mio commento non verrà pubblicato, ma ho desiderato ugualmente manifestare il mio sentire. Grazie.

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  • giantrombetta

    22 Aprile 2019 - 10:10

    Qualcosa e’ molto meglio di niente. Sempre. Che splendida riflessione in una stagione in cui alcuno sembra accontentarsi: tutti vogliono tutto, e senza pregare. L’avere tutto sta nei diritti non negoziabili, pare. E poi quell’intuizione davvero suggestiva e pure consolatoria: in chiesa Gesù ci illumina e protegge anche se siamo distratti e in luogo del pregare pensiamo a chissà cosa. Succede, purtroppo, molto spesso se non quasi sempre. Complimenti, caro amico Camillo.

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  • eleonid

    20 Aprile 2019 - 07:07

    Possiamo aver pensato e desiderato ,magari anche ottenendola, qualsiasi cosa terrena. Possiamo aver raggiunto il successo o le nostre piccole o grandi mete che pensavamo appagarci il tutto e per tutto. Ma per chi ha avuto una formazione cristiana , e nel mio caso anche cattolica, avrà sperimentato che la preghiera è la massima espressione del proprio essere umano che ha bisogno di sapere che c'è un Dio che provvede per te.

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