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di Camillo Langone

Il Duomo di Milano che tende all’infinito, piuttosto che somigliare a Piazza Marrakech

Il grande dipinto di Davide Frisoni, che alza lo sguardo e trova le stelle
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8 APR 19
Immagine di Il Duomo di Milano che tende all’infinito, piuttosto che somigliare a Piazza Marrakech
Perfino sul sagrato di tutte le sconsacrazioni, nella piazza di tutte le profanazioni (monumenti a re anticattolici, preghiere maomettane, turisti, piccioni, e adesso la sculturona oscena di Gaetano Pesce), un uomo è libero di scegliere: quando tanti guardano in basso, dove non ci può essere che guano, Davide Frisoni alza lo sguardo e trova le stelle. “Tutto il Duomo punta in alto come una montagna. Ha un’unica direzione, una tensione all’infinito. Non potevo tirarmi indietro da questa sfida, da questa ascesi di luce”. Si intitola appunto “Ascesi di luce” il grande quadro dipinto da Frisoni che capovolge la milanese Piazza del Duomo: da spianata desolata che fa scappare le persone sensibili (Enrico Baj la chiamava Piazza Marrakech, Luca Doninelli ha scritto di “mediorientale estraneità, no man’s land”) a formidabile Stairway to Heaven. Si noti come la scultura di Pesce sprofondi nel pantano della cronaca mentre la pittura di Frisoni, invece, decolla.

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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).

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