Dio ci ridia l’Italia dei Comuni e delle Signorie

Camillo Langone

15/03/2019

Dio ci ridia l’Italia dei Comuni e delle Signorie

Allegoria del Buon Governo

L'ineguagliabile varietà e ricchezza artistica del nostro paese pre unitario

Storia dell’arte per quasi principianti” è il furbo titolo del libro di Valter Curzi per Skira, che però avrebbe dovuto intitolarsi, con maggiore aderenza al testo, “Storia dell’arte per quasi reazionari”. Infatti vi leggo una lode, forse involontaria ma non importa, all’Italia pre-unitaria, ancien régime: “L’ineguagliabile varietà e ricchezza artistica della futura Nazione frutto di quella frammentazione politica che ha favorito la moltiplicazione delle scuole pittoriche”. E vi scorgo, da parte dello storico dell’arte che insegna alla Sapienza, una certa ammirazione per quei Medici che in pieno Rinascimento, seconda metà del Quattrocento, commissionarono a Benozzo Gozzoli una “Cavalcata dei Magi” favolistica e gotica, insomma medievale. Altro che autonomie regionali: Dio ci ridia l’Italia tradizionale dei Comuni e delle Signorie, affinché nuovi Duccio, nuovi Raffaello sorgano.