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Il mio gemello Houellebecq

La passione per la caccia e non solo: io e lo scrittore francese abbiamo troppi interessi comuni (e questo mi da un po' fastidio)

30 Gennaio 2019 alle 06:00

Il mio gemello Houellebecq

Lo scrittore francese Michel Houellebecq (Foto LaPresse)

Maledetto Houellebecq, impossibile liberarsi di te. Stavo cercando testi letterari sulla caccia e, dopo aver trovato poco nella letteratura americana e pochissimo in quella italiana, ho chiesto a Paolo Nori se nella letteratura russa ci fosse qualcosa a parte “Memorie di un cacciatore” di Turgenev. L’autore della “Grande Russia portatile” mi ha segnalato un capitolo di “Guerra e pace” e un racconto di Puskin. Nulla di più recente? Possibile che il Putin in posa hemingwayana non abbia nessun corrispettivo letterario? Nessuno, mi ha risposto Nori consigliandomi invece il tuo ultimo libro: “C’è una parte sui fucili, da pagina 215 a pagina 226”. E io che “Serotonina” lo avevo abbandonato a pagina 107! L’ho ripreso in mano e sì, a pagina 215 comincia una parte sui fucili: il protagonista impara a centrare un bersaglio ma quando si tratta di sparare a un uccello si blocca, perché è un inetto ossia un occidentale (veramente tu scrivi “un finocchio”). Maledetto Houellebecq, abbiamo troppi interessi comuni, esprimiamo troppi giudizi simili, e questo rischia di incrinare il mio considerarmi unico al mondo. Maledetto Houellebecq, non potresti limitarti a scrivere di turismo e psicofarmaci?

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    30 Gennaio 2019 - 09:09

    Caro Camillo, a proposito della caccia, sto rileggendo il grande Gianni Brera, tanto per restare in casa nostra. E pure a proposito delle differenze tra le razze...

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